… La colpa del Grande Inquisitore consiste nell’aver preferito il proprio progetto, la propria visione di un’umanità in catene, al disegno della volontà divina. Le modalità di cui il Grande Inquisitore dispone per la realizzazione dell’ottenebramento della libertà nell’uomo, sono essenzialmente tre: il miracolo, il mistero, il potere dell’autorità… www.orthodoxia.it
“Nel mondo attuale per libertà s’intende la licenza, mentre la vera libertà consiste in un calmo dominio di se stessi. La licenza conduce soltanto alla schiavitù. “
… anche il grande Inquisitore che nell’invenzione di Dostoevskij ha fatto arrestare il Cristo tornato sulla terra tra l’umanità degradata della Spagna del ‘600, cosparsa di roghi di eretici: “Perché sei venuto a disturbarci?” esclama l’Inquisitore, il novantenne, saggio cardinale di Siviglia, davanti al Cristo in catene e silenzioso. E continua a rimproverarlo: Stai rovinando tutto. Noi stiamo correggendo l’opera tua, perché hai chiesto troppo agli uomini dando loro la libertà, ma essa è intollerabile per la natura umana. E’ un peso troppo grande …
Il messaggio di Dostoevskij, come quello dei grandi filosofi e dei grandi tragici, acquisisce valore nel tempo, anziché perdere importanza, perché la sua sensibilità indaga gli eterni problemi dell’uomo. La sua straordinaria attenzione per la vita sociale e politica della sua epoca non rende certo anacronistico il suo messaggio, anzi lo rende vivo perché mostra gli effetti che grandi idee producono nella vita di persone comuni nella vita di tutti i giorni. La sua attualità è del resto evidente oggi: basta pensare al difficile tentativo di conciliare fede e scienza, al dibattito sulla laicità dello stato che oggi trovano ampio risalto nei nostri media. Su questi temi, lo sguardo di Dostoevskij può essere ancora illuminante e scuotere ancora le coscienze.
… nella Leggenda si chiarisce la posizione di Dostoevskij riguardo ai rapporti tra libertà, grazia, fede e verità.
Senza libertà, intesa come dono dato all’uomo al momento della Creazione, non vi potrebbe essere fede, essendo questa la conferma alla libertà concessa. Così la grazia è l’appello che Dio fa a ciascun uomo; e non potrebbe essere altrimenti, a meno che non si voglia interpretare questo appello come costrizione esercitata da un dio tiranno o come una forza sovrannaturale e cieca. Ma il cristiano sa che Dio, per noi, è Padre e che il mistero della libertà dell’uomo è tutto racchiuso nelle parole del Pater Noster, in cui l’uomo liberamente si rimette alla volontà di Dio, non per spirito di sottomissione, ché il Padre non è un despota, nè perché considera se stesso impotente, dal momento che il Padre non rappresenta l’ineluttabile destino. Egli invece sa che solo il Padre può compiere per lui la massima libertà e cioè sottrarre l’intera sua persona dal potere della morte, donandogli vita eterna. Il destino dell’uomo è comunque un destino di libertà anche nel caso in cui la libertà si muti in schiavitù e ciò si verifica ogni volta che “l’uomo, nell’impeto della sua libertà non vuol riconoscere nulla di più alto dell’uomo…