Fëdor Dostoevskij

Fëdor Dostoevskij, secondo di sette figli, nasce a Mosca nel 1821.fedor-dostoevskij

Il padre Michail Andreevič Dostoevskij è un medico militare russo che educa il ragazzo in un clima autoritario.

La madre, Marija Fëdorovna Nečaeva, proveniva da una famiglia di commercianti facoltosi  ed era molto religiosa. Sarà lei ad avvicinare il figlio alla cultura.   Morirà di tisi nel 1837.

F. D. studia ingegneria militare, però controvoglia essendo i suoi interessi già orientati verso la letteratura.

L’8 giugno 1839, alla notizia della morte del padre alcolizzato, Fëdor ha il suo primo attacco di epilessia, malattia che lo perseguiterà per tutta la vita.

Il 12 agosto 1843 Fëdor si diploma e lascia il servizio militare.

In difficoltà economica e di salute cagionevole, comincia a scrivere il suo primo libro, Povera gente in cui tratta l’argomento della sofferenza per l’uomo socialmente umiliato e incompreso.

Nell’estate Dostoevskij inizia a scrivere il suo secondo romanzo, Il sosia (Dvojnik), successivamente Le notti bianche (Belye noči) eNetočka Nezvanova.

Il 23 aprile 1849 viene arrestato con l’accusa di essere sovversivo e condannato a morte. La pena verrà revocata poco prima di salire al patibolo. Questa esperienza lascerà un segno indelebile nella sua persona e nelle sue opere.

« A chi sa di dover morire, gli ultimi cinque minuti di vita sembrano interminabili, una ricchezza enorme. In quel momento nulla è più penoso del pensiero incessante di poter non morire, del poter far tornare indietro la vita. Allora, quale infinità! Si potrebbe trasformare ogni minuto in un secolo intero… » (L’idiota)

Graziato della vita, il 24 dicembre viene rinchiuso nella fortezza di Omsk. (Siberia) Scrive Memorie dalla Casa dei Morti.

Nel febbraio del 1854 Dostoevskij è liberato per buona condotta e fa ritorno nella Russia europea.

Il 21 marzo 1864 pubblica le Memorie dal sottosuolo e nello stesso anno, il 15 aprile gli muore la prima moglie e il 10 luglio il fratello Michail, che gli lascia enormi debiti da pagare. Cercando di risolvere le proprie difficoltà economiche, gioca disperatamente alla roulette, col risultato di peggiorare ulteriormente la sua condizione finanziaria.

Nel 1866  pubblica a puntate,  Delitto e castigo. Conosce la stenografa, Anna Grigor’evna Snitkina, grazie alla quale riesce a dare alle stampe, nello stesso anno, Il giocatore, opera in cui racconta le disavventure di scommettitori della roulette.

Nel 1867 sposa Anna e parte per un viaggio in Europa.

Nel 1868 nasce la figlia Sonja, che muore tre mesi dopo. Il dramma della morte dei bambini verrà spesso trattato nei suoi lavori.

Nel 1870 lavora al romanzo I demoni, con cui l’autore si allontana dal passato di libero pensatore nichilista.

In quell’anno supera il vizio del gioco grazie anche ai guadagni ottenuti con la pubblicazione dei Demoni e stringe amicizia col filosofo Vladimir Solov’ëv.

Nello stesso anno gli viene diagnosticato un enfisema polmonare.

Nel gennaio del 1879 F.D. sulla rivista «Russkij vestnik» inizia la pubblicazione de I fratelli Karamàzov, il suo romanzo più complesso che fu accolto con successo. La stesura ebbe fasi alterne a causa del peggiorare delle sue condizioni di salute.

In autunno termina I fratelli Karamàzov e l’edizione in volume del romanzo (3000 copie) viene venduta in pochi giorni.

F. D. muore improvvisamente, in seguito a un repentino aggravarsi del suo enfisema, il 28 gennaio 1881 a Pietroburgo.

La moglie Anna testimonia di aver consegnato a Fëdor (che ne aveva fatto richiesta), nello stesso mattino del decesso, il Vangelo di Tobolsk che aveva sempre tenuto con sé; Fëdor lo apre a caso e fa leggere la moglie:

« Ma Giovanni lo trattenne e disse: io devo essere battezzato da
te e non tu da me. Ma Gesù gli rispose: non trattenermi… »

A queste parole Fëdor commenta:

« Senti Anja, ‘non trattenermi’ vuol dire che debbo morire »
(A.G.Dostoevskaja, Dostoevskij marito[7])

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