
L’albero di Natale e lo sposalizio – Fedor M. Dostoevskij

… Mentre laggiù verso il mattino i portieri ritrovarono il cadaverino di un bimbo capitato lì per caso e morto assiderato dietro un mucchio di legna; rintracciarono anche la sua mamma… Era morta ancor prima di lui: si erano ritrovati in Cielo dal Signore Iddio.
(Il bambino sull’albero di Natale presso Gesù, di F.Dostoevskij, dal Diario di uno scrittore, gennaio 1876)

(un ragionamento corretto che porta a una contraddizione)
«Ma non mi dicevate che se vi avessero matematicamente dimostrato che la verità è all’infuori di Cristo, avreste preferito restare col Cristo piuttosto che con la verità? Lo avete detto? Lo avete detto?»
(I Demoni, F. Dostoevskij)
Nel 1854, cioè vent’anni prima di scrivere I demoni, mentre era deportato, Dostoevskij formulò la paradossale, analoga convinzione che, se fosse stato indispensabile scegliere fra Cristo e la verità, sarebbe stato meglio scegliere Cristo. A quel tempo lo scrittore aveva già vissuto un periodo di dure prove: l’arresto, la prigione, la condanna a morte, la messa in scena dell’esecuzione capitale e infine la condanna a cinque anni di lavori forzati in Siberia. Per Dostoevskij questo fu un periodo di serrata introspezione.

Perché sei venuto da noi. Perché sei venuto a disturbarci? – Non parlare, io so già quello che dirai, ma ascoltami e prima di tutto sappi che domani ti brucerò. Mi basta dire una sola parola, che tu sei uscito dall’inferno e che sei un eretico, e quello stesso popolo che si prosternava davanti a te, domani ti attizzerà al rogo – Hai visto il popolo? Cosa ti occorre ancora? Tu hai detto che vuoi renderli liberi, li hai visti questi uomini liberi?
(I fratelli Karamazov, F. Dostoevskij)