
Il segreto dell’esistenza umana non è vivere
per vivere, ma avere qualcosa per cui vivere.
(I FRATELLI KARAMAZOV, F. DOSTOEVSKIJ)

«Tu, fratello mio, hai versato del sangue. Non è possibile
che non paghi per il tuo delitto…Vai col cuore in pace a
confessare il tuo crimine. Va’ in mezzo alla strada,
inginocchiati e di’ a tutto il mondo: “Ho commesso un
delitto”. Solo così potrai cancellare la tua colpa».
(Delitto e castigo, Fèdor Dostoevskij)

Secondo me, non c’è nulla da distruggere,
fuorché l’idea di Dio nell’umanità; ecco di dove
occorre cominciare! È di qui, di qui che si deve
partire, o ciechi, che non capite nulla! Una volta che
l’umanità intera abbia rinnegato Dio (e io credo che
tale epoca, a somiglianza delle epoche geologiche,
verrà un giorno), tutta la vecchia concezione cadrà
da sé, senza bisogno di antropofagia, e soprattutto
cadrà la vecchia morale, e tutto si rinnoverà. Gli
uomini si uniranno per prendere alla vita tutto ciò
che essa può dare, ma unicamente per la gioia e la
felicità di questo mondo. L’uomo si esalterà in un
orgoglio divino, titanico, e apparirà l’uomo-dio.
(I fratelli Karamazov, F. Dostoevskij)

(Andrej Rublëv – di Andrej Tarkovskij)
Per Dostoevskij il male trova la sua origine all’interno dell’individuo, nel
suo ambito interiore. Esso, il male, non può essere generato da
condizioni esterne. Infatti, se la persona fosse determinata unicamente
dai presupposti passivi creati dall’ambiente esterno e se perciò non
fosse responsabile, allora non ci sarebbe uomo e nemmeno Dio; la
libertà sarebbe nulla ed il male ed il bene non esisterebbero.

Il “Diario di uno scrittore” è l’ opera che riunisce alcuni articoli scritt di Fëdor Dostoevskij, a partire dal 1876 e fino alla morte nel 1871. “La vecchietta ultracentenaria” è il commuovente affresco delle ultime ore di una simpatica e dolcissima signora di 104 anni, decisa ad andare a trovar i suoi cari, nonostante la distanza da percorrere …. Con il suo bastone, il viso pallido, un po’ giallastro, la pelle tirata che metteva in risalto le ossa e le labbra incolori, pareva quasi una mummia che se ne stava lì seduta a sorridere, godendosi il sole che la investiva in pieno.