Il muro

“… È come se questo muro di pietra significasse veramente l’appagamento, come se contenesse effettivamente in sé una parola di pace unicamente perché esso equivale al due più due fa quattro! O assurdità delle assurdità! Ora comprendere tutto, rendersi conto di tutto, di tutte le impossibilità e di tutti i muri di pietra; ora invece non accettare nessuna di queste impossibilità e di questi muri di pietra, perché ti ripugna accettarli; ora seguire la strada dei sillogismi più irrefutabili fino a giungere alle più ripugnanti conclusioni sul tema eterno che perfino nella faccenda del muro di pietra abbiamo in qualche modo la nostra parte di colpa, sebbene anche in questo caso sia assolutamente evidente che non ne abbiamo affatto, e quindi lasciarsi voluttuosamente marcire nell’inerzia, tacendo e digrignando i denti nell’impotenza, pensando che non c’è neppure qualcuno con cui prendersela, neppure un oggetto su cui sfogarsi, e che forse non lo si troverà mai; che qui sotto c’è un imbroglio, un’impostura, un trucco, che insomma c’è semplicemente del fango; che non si sa da chi o da
che dipenda, ma nonostante tutti questi misteri e questa ignoranza tu soffri lo stesso, e quanto più tutto ciò resta misterioso, tanto più soffri!

da Memorie dal sottosuolo, di F. Dostoevskij

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