Simili e contrari

Dostoevskij e Nietzsche hanno compiuto un’analisi spietata della nostra epoca. Hanno criticato il razionalismo e l’umanesimo occidentale; hanno denunciato l’idea di progresso, tanto cara all’uomo occidentale; hanno sperimentato un malessere molto simile davanti al regno scientifico e ai suoi sogni idilliaci; hanno ugualmente disprezzato la civiltà superficiale del nostro tempo, hanno scoperto la sua vernice e hanno fatto il possibile per renderla evidente, prevedendo la sua imminente catastrofe.

(http://it.aleteia.org/2013/05/06/dostoevskij-il-profeta-dellaltra-vita)

Io sono !

Nei Fratelli Karamazov, il protagonista Mitja, anche lui con una grande colpa da espiare, affermava piangendo: “Sai, forse al processo non risponderò nemmeno … e mi sembra di avere tanta di quella forza in questo momento da poter sconfiggere tutto, tutte le sofferenze, pur di poter dichiarare e dire a me stesso ogni istante: io sono! Fra mille tormenti: io sono! Al rogo: io sono! Me ne sto attaccato alla colonna, ma esisto, vedo il sole, e se non vedo il sole so che c’è. E sapere che c’è il sole è già tutta la vita”.

Smarrimento !

Attraverso la lettura di Dostoevskij, che universo conosciamo? Come possiamo definire il mondo di Dostoevskij? Come lo conosciamo attraverso i romanzi?

Non dimentichiamo che Dostoevskij è anzitutto un romanziere: ha scritto anche dei saggi di carattere politico, ma prima di tutto è un grande, il più grande romanziere dell’Ottocento e forse di tutti i tempi. Ci troviamo di fronte un universo enorme, smisurato, addirittura eccessivo. È un’eccessività, una grandezza, qualche cosa che ci sfugge, che non possiamo dominare. Ci sono grandi, grandissimi scrittori, come Tolstoj, Balzac, Dickens, scrittori ottocenteschi straordinari; tuttavia, essi hanno creato degli universi che noi percorriamo con più sicurezza. In Dostoevskij invece ci smarriamo.

(V. Strada)

All’improvviso

… La legge della necessità o la legge dell’amore? Ma la legge della necessità non regge, il pane non vale tanto. Ma accettando la legge dell’amore verrete a Cristo. E proprio questa sarà, forse, la seconda venuta di Cristo. Ma intanto cosa deve sopportare l’umanità? Noi ci infatuammo e vagammo nel regno della fantasia, ma sappiate che tutto ciò accadrà o perlomeno comincerà ad accadere nel nostro tempo.

Come cadranno i Bismarck. Tutto ci coglierà all’improvviso.

L. Del Santo,( a cura di), Dostoevskij inedito. Quaderni e taccuini 1860-1881, Firenze, Vallecchi, 1980, pp.289-90

Giubileo 2015

Non c’è nulla di più bello, di più profondo, di più ragionevole, di più coraggioso e di più perfetto di Cristo, e non solo non c’è, ma non può esserci. A tal punto che si mi si dimostrasse che Cristo è fuori dalla verità ed effettivamente risultasse che la verità è fuori da Cristo, io preferirei restare con Cristo anziché con la verità ”

(Dostoevskij, Epistolario, Edizioni Scientifiche Italiane 1959, pag. 169).