I viaggi di Dostoevskij

Expo 2015…

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Nel 1862 Dostoevskij si recò all’esposizione universale di Londra dove visitò il Palazzo di Cristallo, vero e proprio simbolo del progresso, costruito quale vetrina delle ultime scoperte in macchinari e tecnologia.E la City, coi suoi milioni e col commercio mondiale, il palazzo di cristallo, l’esposizione universale… Sì, l’esposizione è qualcosa di sbalorditivo. Vi percepite una forza tremenda che lì ha riunito in un unico gregge tutto quell’incalcolabile numero di persone giunte da ogni parte del mondo. Voi avete coscienza di un pensiero immane: percepite che lì qualcosa è già stato raggiunto, che lì è la vittoria, che lì è il trionfo. Cominciate persino come a temere qualcosa. Per quanto siate indipendenti, pure per qualche motivo sarete assaliti dal timore. “Non è forse questo, realmente, l’ideale raggiunto?” – così vi vien da pensare – “Non è questa la fine? E non è già questo, in effetti, l’unico gregge?” (…) Voi percepite che occorre molta resistenza spirituale e un’eterna capacità di negazione per non cedere, per non soggiacere all’effetto, per non inchinarsi davanti al fatto e per non deificare Baal, e cioè per non accettare quello che esiste come il proprio ideale… Una straordinaria capacità profetica. Dostoevskij intuisce che l’onnipotenza universale delle macchine, il denaro e l’univoca esaltazione del progresso, sono il preambolo di un’imminente scristianizzazione dell’Occidente.

Vacanze in Grecia … con

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“Fedor Dostoevskij e le sue “Notti bianche” che diventano un hashtag di successo su Twitter, con Emma ed Elisa che postano sui social network dei selfie che le mostrano immerse nella lettura e con il libro che il giorno dopo entra nella top 5 di iTunes. Quando si dice il potere della televisione e dei nuovi media che diventano letteratura…”

(Massimiliano Lenzi – IL TEMPO.IT)

DOSTOEVSKIJ a LONDRA

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Così scrive Dostoevskij in occasione del suo breve soggiorno a Londra (otto giorni) “uno scenario biblico, una sorta di Babilonia, una profezia dell’Apocalisse che si avvera sotto i vostri occhi […] un popolo che beve e mangia” e “tutti sono ubriachi, ma senza gaiezza, tristemente, pesantemente, e tutti sono così stranamente taciturni … Tutti hanno fretta di ubriacarsi fino a perdere coscienza …” (Fedor Mihailovic Dostoievski, Le Bourgeois de Paris, ed. Rivages, 2006)

DOSTOEVSKIJ a PARIGI

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“Parigi è la città più virtuosa del mondo” Ma la frase si rivela ben lungi dall’essere un complimento. Basta leggere il seguito per capire che è piena di sarcasmo, ironia, disprezzo.“ Non si riuscirà mai a persuadere un francese, e cioè un parigino (perché in fondo tutti i francesi sono dei parigini) di non essere il primo nel mondo intero. D’altra parte, egli sa molto poco del mondo intero fuori Parigi. E niente ne vuol sapere”. Parigi, secondo Dostoevskij, è ipocrita. Finge che tutto vada sempre per il meglio. Che la povertà, la sofferenza, la stupidità delle masse non esistano. Il borghese parigino vuole convincersi che tutto è ordinato, tutto è piacevole e felice. Tutti cercano di convincere sé stessi ed il mondo che Parigi e la Francia sono il migliore dei mondi possibili …

(Fedor Mihajlovic Dostoevskij, Le Bourgeois de Paris, ed. Rivages, 2006)

DOSTOEVSKIJ a MILANO

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Tra l’ ottobre e il novembre del 1868 Fedor Dostoevskij vive a Milano. Così scrive all’amico Apollon Nikolàevic Màjkov: «Due mesi fa attraverso il Sempione ci siamo trasferiti a Milano. Qui il clima è migliore, la vita più cara, piove molto e per di più ci annoiamo mortalmente…»

(Dostoevskij, Epistolario, vol. II, trad. E. Lo Gatto, Edizioni Scientifiche Italiane, Napoli, 1951)