
per Dostoevskij ?

per Dostoevskij ?

La voce descrive di noi, racconta ciò che siamo, definisce personalità, tradisce emozioni.
Infatti, ogni qualvolta prestiamo attenzione al parlare di una persona, ci facciamo automaticamente un’idea di chi abbiamo di fronte. La voce è qualcosa di “fisico”, di meccanico. La voce è una vibrazione che genera suoni: piacevoli, indimenticabili, amorevoli, detestabili, odiosi… “Mi girai all’improvviso! Sì, era lui, ma lo riconobbi solo dalla voce… “

A volte alcuni individui manifestano il profondo desiderio di diventare attore. Tu ne conosci?
Molti tra questi ( per fortuna o per disgrazia) non intendono necessariamente diventare famosi…
Recitare significa per loro riuscire ad essere (almeno per un momento) qualcosa di diverso da sé; trasformarsi in un personaggio (calarsi) e rivivere con lui, caratteri ed emozioni differenti.
Quando il sipario scenderà o si spegneranno le luce sul set, tali individui ritorneranno ad essere se stessi.
Domani sarà un altro giorno e forse porterà insieme alla vecchiaia, un altro personaggio da incontrare.
… sto parlando
della platea, del pubblico che ti
giudicherà. Tu rispettalo sempre,
come giustamente ti hanno
insegnato, ma non attenderti
misericordia, pietà, osanna,
comprensione. Sì, comprensione è
la parola più giusta. Tu sii
sempre ciò che ami essere, anche
davanti ai fischi e soprattutto a
quelli ingiusti. Non demordere e
non andare dietro l’onda…
(tratto dalla sceneggiatura)