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Curiosità sul film Il Grande Inquisitore

Strage di bambini

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“Supponi” chiede Ivan ad Alesa “che fossi tu stesso ad innalzar l’edificio del destino umano, con la meta suprema di render felici gli uomini, di dar loro, alla fine, la pace e la tranquillità: ma, per conseguire questo, si presentasse come necessario e inevitabile far soffrire per lo meno solo una minuscola creatura (..) e sulle sue invendicate povere lacrime fondare codesto edificio: consentiresti tu a esserne l’architetto a queste condizioni? Parla senza mentire. – No, non consentirei – disse piano Alesa”

(Fedor Dostoevskij: I fratelli Karamazov. Einaudi)

I demoni

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… La vita è dolore, la vita è paura, e l’uomo è infelice. Ora tutto è dolore e paura: l’uomo ama la vita, perché ama il dolore e la paura. Lo hanno fatto così. La vita viene concessa a prezzo di dolore e di paura, e qui sta tutto l’inganno. Ora l’uomo non è ancora quell’uomo che dovrà essere. Vi sarà l’uomo nuovo, felice e superbo. Quello al quale sarà indifferente vivere, quello sarà l’uomo nuovo! Chi vincerà il dolore e la paura, quello sarà Dio. E l’altro Dio non vi sarà più…

(Fёdor Dostoevskij, I demoni, Einaudi, Torino, 2014)

Post verità

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“… Ecco, io, per esempio, non mi stupirei affatto se all’improvviso, senza dire né a né ba, in mezzo alla futura, universale ragionevolezza, spuntasse fuori un gentleman con una fisionomia spregevole, o per meglio dire retrograda e beffarda, si mettesse le mani sui fianchi e dicesse a tutti noi: “Allora, signori, non è il caso, una buona volta, di prendere a calci tutta questa ragionevolezza, di mandarla in frantumi, unicamente con lo scopo di mandare al diavolo i logaritmi e di tornare a vivere secondo la nostra stupida volontà?”

(Fёdor Dostoevskij, Memorie dal sottosuolo, RCS Libri S.p.A, Milano)

Vite spericolate

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“…ed è per esempio del tutto naturale che io voglia vivere soddisfacendo a tutte le mia facoltà vitali e non alla sola facoltà raziocinativa, ossia alla ventesima forse parte sull’intera somma delle mie facoltà vitali.

Che cosa sa la ragione? La ragione sa soltanto quello che le è riuscito di conoscere (e magari certe

cose non le conoscerà mai […]), mentre la natura umana agisce tutta intera…”

(F. M. Dostoevskij, Ricordi dal sottosuolo, Bur, Milano 1984)

La verità dei giornali

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Molto spesso Dostoevskij scriveva appunti di notte e difficilmente si coricava prima delle tre del mattino. Dopo colazione era solito leggere almeno tre giornali russi. La sua era una lettura attenta e totale; non tralasciava nessun articolo, anche il più banale poteva nascondere uno spunto, un pretesto. I giornali saranno per tutta la vita la fonte privilegiata di conoscenza dell’esistenza degli uomini: la prova o la controprova del loro agire.

Missili nel Pacifico

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“Era una notte meravigliosa, una di quelle notti che forse esistono soltanto quando si è giovani, mio caro lettore. Il cielo era così stellato, così luminoso che, guardandolo, ci si chiedeva istintivamente: è mail possibile che sotto un simile cielo vivano uomini collerici e capricciosi?”

(F. Dostoevskij, Le notti bianche, 1848)