… così disse Ivan ad Alesa: «In ogni uomo, si sa, si nasconde una belva, la belva dell’ira e della lussuria…»
La narrazione comincia con il ritorno dei fratelli alla casa paterna dove emergono violenti contrasti. Quando il padre viene assassinato, le prove sembrano accusare Dimitri che nonostante sia innocente viene condannato.
Durante lo sconvolgente processo, assistiamo al riavvicinamento con Grusenka.
E’ questo per Dimitri l’inizio della svolta che lo porta alla conversione e alla purificazione.
«Fratello in questi due mesi io ho sentito dentro di me un uomo nuovo! Era prigioniero dentro di me…»
Mentire alla propria maniera è quasi meglio che dire una verità che appartiene ad altri; nel primo caso, tu sei una persona, ma nel secondo sei solo un pappagallo!
… ”Ma di cosa, insomma, mi si accusa? D’aver parlato di politica, dell’Occidente, della censura e di altro? Ma chi, al giorno d’oggi, non ne parla e non pensa a questi problemi? Per quale ragione aver studiato, a quale scopo la scienza avrebbe risvegliato la mia curiosità, se poi non avessi il diritto di esprimere la mia opinione personale oppure non potessi trovarmi d’accordo con altre opinioni, tutte di per sé autorevoli? In Occidente sta avvenendo qualcosa di terribile, si sta compiendo un dramma senza precedenti. Il vecchio ordine delle cose sta crollando, sta scomparendo. I princìpi fondamentali della società minacciano ogni momento di precipitare trascinandosi dietro l’intera nazione.”
Lanfranco Pace. Volevo fare un passo indietro perché la “Leggenda del Grande Inquisitore” non è che capiti così per caso, parte da una contestazione di Dio. Ivan chiede al fratello Alësa se gli paia armonico e divino questo progetto in cui ci sono sofferenze, lacrime e morti e il dolore degli innocenti, che poi è la critica classica degli atei e degli agnostici alla teoria del disegno divino creatore.
Ferrara. Anche di Vito Mancuso.
Pace. Anche di Vito Mancuso, è la cosa più ricorrente.
E Ivan racconta del bambino di otto anni che è servo di un signore, lancia un sasso, ferisce un cane alla zampa e il signore dà il bambino in pasto ai cani. Allora Ivan, ed è una cosa agghiacciante, dice che quando la madre si abbraccerà “con l’aguzzino che ha fatto sbranare ai cani il figlio suo e tutti e tre inneggeranno fra le lacrime ‘Giusto sei tu o Signore’, allora si toccherà l’apice della conoscenza e tutto sarà chiarito. Ma appunto qui è l’inciampo, appunto questo io non posso accettare, a questa suprema armonia oppongo un netto rifiuto, perché non vale essa delle povere lacrime, foss’anche di quel bambino solo, non vale perché quelle piccole lacrime rimarranno irriscattate”. In altri termini si dice:
“Chi ha il diritto di perdonare?”. E lui chiede che non si perdoni, rovesciando questo nostro contemporaneo buonismo. La risposta ovviamente è che il diritto di perdonare ce l’ha Dio…
“Nel mondo attuale per libertà s’intende la licenza, mentre la vera libertà consiste in un calmo dominio di se stessi. La licenza conduce soltanto alla schiavitù. “