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Curiosità sul film Il Grande Inquisitore

Ricordi

ilgrandeinquisitore By ilgrandeinquisitore1 min read125 views

“Nei ricordi di ogni uomo ci sono certe cose che egli non svela a tutti, ma forse soltanto agli amici. Ce ne sono altre che non svelerà neppure agli amici, ma forse solo a sé stesso, e comunque in gran segreto. Ma ve ne sono infine, di quelle che l’uomo ha paura di svelare perfino a sé stesso, e ogni uomo perbene accumula parecchie cose del genere.”

(“Memorie dal sottosuolo” F. Dostoevskij)

Cosa faresti?

“Supponi” chiede Ivan ad Alesa “che fossi tu stesso ad innalzar l’edificio del destino umano, con la meta suprema di render felici gli uomini, di dar loro, alla fine, la pace e la tranquillità: ma, per conseguire questo, si presentasse come necessario e inevitabile far soffrire per lo meno solo una minuscola creatura (..) e sulle sue invendicate povere lacrime fondare codesto edificio: consentiresti tu a esserne l’architetto a queste condizioni? Parla senza mentire. – No, non consentirei – disse piano Alesa”

(Fedor Dostoevskij: I fratelli Karamazov. Einaudi 1993)

Ma è così?

«Ti avevamo avvertito» gli dice «avvertimenti e consigli non ti erano mancati, ma tu non li ascoltasti, tu rinnegasti l’unica via per la quale si poteva rendere felici gli uomini; ma, per fortuna, andandotene, affidasti a noi la cosa.»

(La leggenda del grande inquisitore, F. Dostoevskij)

Per l’inquisitore la libertà è un peso eccessivo, perciò gli uomini non la vogliono. Gli esseri umani desiderano una felicità che sia facile e comoda da raggiungere. Invece, Gesù, secondo l’inquisitore, ha immaginato qualcosa di troppo proponendo un’illusione possibile solo ai pochi eletti.

Berlino dicembre 2016

(Lanfranco Pace) Volevo fare un passo indietro perché la “Leggenda del Grande Inquisitore” non è che capiti così per caso, parte da una contestazione di Dio. Ivan chiede al fratello Alësa se gli paia armonico e divino questo progetto in cui ci sono sofferenze, lacrime e morti e il dolore degli innocenti, che poi è la critica classica degli atei e degli agnostici alla teoria del disegno divino creatore.