Dio fuori dalla crisi

ilgrandeinquisitore By ilgrandeinquisitore1 min read135 views

Traendo ispirazione dal titolo del breve saggio di Henri De Lubac, contenuto ne Il dramma dell’umanesimo ateo, intitolato, appunto, Dostoevskij profeta, possiamo a ragione considerare lo scrittore russo come il più grande critico del suo tempo e il maggiore profeta del nostro. Il teologo francese, non a caso, elabora un confronto con Nietzsche, poiché sia il filosofo che il letterato muovono una critica serrata a tutte le ideologie del diciannovesimo secolo, dalla fede incondizionata nel progresso, alle utopie socialiste e al moralismo borghese. Ciò che li differenzia è l’esito del loro percorso: Dostoevskij vede la crisi, la interiorizza (la realtà del vissuto emerge chiaramente dai suoi romanzi) e la supera perché, come dice De Lubac “pone Dio al di fuori della crisi”

(H. De Lubac, Il dramma dell’umanesimo ateo, Milano, Jaca Book, 1992, p. 233)

(http://www.orthodoxia.it/theodoros/teol_dostoevskij.php)