Dostoevskij e la ghigliottina

«Ciò forse cominciò innocentemente, per scherzo, per civetteria, per un gioco d’amore, forse, veramente, da un atomo, ma questo atomo di menzogna penetrò nei loro cuori e piacque loro. Poi rapidamente questo generò la sensualità, la sensualità generò la gelosia, la gelosia generò la crudeltà…Oh, non so, non ricordo, ma presto, molto presto sprizzò il primo sangue: essi si meravigliarono e si spaventarono e cominciarono a separarsi, a disunirsi.

Nacquero le alleanze, ma ormai degli uni contro gli altri. Cominciarono i rimproveri, le rampogne. Essi scoprirono la vergogna e la elevarono a virtù. […] Essi cominciarono a tormentare gli animali e gli animali fuggirono nei boschi e divennero loro nemici. Cominciò la lotta per la divisione, per la separazione, per il mio, per il tuo. Cominciarono a parlare in lingue diverse. Essi scoprirono il dolore e presero ad amarlo, erano assetati di sofferenza e dicevano che la verità si raggiunge soltanto attraverso la sofferenza. Allora tra loro apparve la scienza. Quando essi furono diventati cattivi cominciarono a parlare di fratellanza e solidarietà. Quando furono diventati colpevoli inventarono la giustizia e prescrissero interi codici per difenderla, e per osservare i codici installarono la ghigliottina[…]»

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