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Fëdor Dostoevskij

IPOTESI DI MORTE

 

… Si, è vero! Quella testa che creava, che viveva della vita superiore dell’arte, che aveva preso coscienza e si era abituata alle sublimi esigenze dello spirito, ebbene quella testa è già stata tagliata via dalle mie spalle. E’ rimasta la memoria e le immagini da me create, ma non ancora realizzate.

Queste immagini mi bruceranno come piaghe aperte, è vero! Ma in me è rimasto il cuore, è rimasta quella stessa carne e sangue che può sempre amare e soffrire, desiderare e ricordare, e questa è ancora vita.

Fëdor Michajlovič Dostoevskij

(lettera al fratello Michail)

Fine di un amore

Soprattutto, non mentire a te stesso. L’uomo che si trova a sé e ascolta la propria menzogna arriva al punto che non riesce a distinguere la verità dentro di sé o attorno a lui e quindi perde tutto il rispetto per se stesso e per gli altri. E senza rispetto, cessa di amare.
(Fëdor Dostoevskij, I fratelli Karamazov)

Smarrimento

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«Invano il sognatore rovista nei suoi vecchi sogni, come fra la cenere, cercandovi una piccola scintilla per soffiarci sopra e riscaldare con il fuoco rinnovato il proprio cuore freddo, e far risorgere ciò che prima gli era così caro, che commuoveva la sua anima, che gli faceva ribollire il sangue, da strappargli le lacrime dagli occhi, così ingannandolo meravigliosamente».

(Fëdor Dostoevskij, Le Notti Bianche)

Strage di bambini

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“Supponi” chiede Ivan ad Alesa “che fossi tu stesso ad innalzar l’edificio del destino umano, con la meta suprema di render felici gli uomini, di dar loro, alla fine, la pace e la tranquillità: ma, per conseguire questo, si presentasse come necessario e inevitabile far soffrire per lo meno solo una minuscola creatura (..) e sulle sue invendicate povere lacrime fondare codesto edificio: consentiresti tu a esserne l’architetto a queste condizioni? Parla senza mentire. – No, non consentirei – disse piano Alesa”

(Fedor Dostoevskij: I fratelli Karamazov. Einaudi)

Tre forze!

“… Torneranno da noi, dice il grande inquisitore, solo se saremo per loro una autorità più forte, di quella dei nuovi idoli.  Solo tre forze sula terra sono in grado di imprigionare la coscienza di questi impotenti ribelli, a favore della loro stessa felicità: il miracolo, il mistero e l’autorità.”

(Fedor Dostoevskij: I fratelli Karamazov)