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guerra

COMUNQUE, MEGLIO LA PACE!

“In certi casi, se non addirittura in tutti
(tranne forse le guerre intestine), la guerra è
un processo per mezzo del quale appunto con
il minor spargimento di sangue, con il minore
strazio e il minor dispendio di forze si
raggiunge la tranquillità internazionale e si
instaurano, almeno approssimativamente, dei
rapporti per quanto è possibile normali tra le
varie nazioni. (…) È piuttosto la pace, una pace
prolungata, a trasformare gli uomini in bestie
e a renderli feroci, e non la guerra. (…) Una
guerra combattuta per un nobile fine, per
l’emancipazione degli oppressi, per un’idea
disinteressata e santa: questo genere di
guerra purifica l’aria infetta dai miasmi che vi
si sono accumulati, risana l’anima, scaccia la
vergognosa viltà e l’indolenza, dona e
chiarisce l’idea alla cui realizzazione è
chiamata questa o quella nazione. Tale guerra
rinvigorisce ogni singola anima con la
coscienza del suo sacrificio, e lo spirito
dell’intera nazione con la coscienza della
reciproca solidarietà e dell’unità di tutte le
membra che compongono la nazione”. 


(“Diario di uno scrittore”, 1876. F. Dostoevskij)

GUERRA E FRATELLANZA

Secondo me, non c’è nulla da distruggere,
fuorché l’idea di Dio nell’umanità; ecco di dove
occorre cominciare! È di qui, di qui che si deve
partire, o ciechi, che non capite nulla! Una volta che
l’umanità intera abbia rinnegato Dio (e io credo che
tale epoca, a somiglianza delle epoche geologiche,
verrà un giorno), tutta la vecchia concezione cadrà
da sé, senza bisogno di antropofagia, e soprattutto
cadrà la vecchia morale, e tutto si rinnoverà. Gli
uomini si uniranno per prendere alla vita tutto ciò
che essa può dare, ma unicamente per la gioia e la
felicità di questo mondo. L’uomo si esalterà in un
orgoglio divino, titanico, e apparirà l’uomo-dio.


(I fratelli Karamazov, F. Dostoevskij)

Letteratura e Guerra

Tolstoj, uno dei più grandi pacifisti della storia russa, non si era sempre attenuto al principio dell’amore per la pace. Fu l’esperienza della guerra a cambiarlo: lo scrittore partecipò alla difesa di Sebastopoli durante la guerra di Crimea (1853-1856) e a una campagna militare per l’assoggettamento dei popoli caucasici. In seguito a questi avvenimenti Tolstoj giunse al rifiuto assoluto di qualsiasi uccisione, e di conseguenza alla negazione di molte delle istituzioni sociali esistenti, tra cui anche la chiesa e lo stato.

(http://it.rbth.com/cultura/2014/08/26/quando_la_letteratura_incontra_la_guerra_32425)