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Nietzsche

Due visioni

ilgrandeinquisitore By ilgrandeinquisitore1 min read124 views

L’uomo del sottosuolo è l’uomo occidentale che si risveglia dalle “essenze profumate” del Romanticismo e che nega con la forza di chi non è da sempre stato all’opposizione ma si è sentito tradito da quei valori falsi ed ambigui. Le dinamiche di vanità, orgoglio, invidia, ossessione, sdoppiamento,… sono da entrambi indagate. Nietzsche con estrema lucidità investe di luce fredda  i “meccanismi” dell’uomo e li svuota, Dostoevskij li fa corrodere dall’interno. Nietzsche è esplosivo, Dostoevskij è implosivo. L’uno grida, l’altro conduce il lettore a vedere.

(Maria Russo) http://www.filosofico.net/dostoevskijmrusso.htm

In movimento

L’uomo del sottosuolo è l’uomo occidentale che si risveglia dalle “essenze profumate” del Romanticismo e che nega con la forza di chi non è da sempre stato all’opposizione ma si è sentito tradito da quei valori falsi ed ambigui. Le dinamiche di vanità, orgoglio, invidia, ossessione, sdoppiamento,… sono da entrambi indagate. Nietzsche con estrema lucidità investe di luce fredda i “meccanismi” dell’uomo e li svuota, Dostoevskij li fa corrodere dall’interno. Nietzsche è esplosivo, Dostoevskij è implosivo. L’uno grida, l’altro conduce il lettore a vedere.

(M. Russo – www.filosofico.net)

Simili e contrari

Dostoevskij e Nietzsche hanno compiuto un’analisi spietata della nostra epoca. Hanno criticato il razionalismo e l’umanesimo occidentale; hanno denunciato l’idea di progresso, tanto cara all’uomo occidentale; hanno sperimentato un malessere molto simile davanti al regno scientifico e ai suoi sogni idilliaci; hanno ugualmente disprezzato la civiltà superficiale del nostro tempo, hanno scoperto la sua vernice e hanno fatto il possibile per renderla evidente, prevedendo la sua imminente catastrofe.

(http://it.aleteia.org/2013/05/06/dostoevskij-il-profeta-dellaltra-vita)

Il male sulle spalle

 

… Di fronte al problema del male, Dostoevskij crede fermamente che Cristo non sia venuto a spiegare la sofferenza né a risolvere il problema del male; Gesù ha preso il male sulle sue spalle per liberarcene.

Dostoevskij vede chiaramente che la domanda dell’ateo è questa: “Cosa può l’uomo? Cosa può un uomo?”. Nietzsche pensa che l’uomo avrebbe potuto essere un’altra cosa, avrebbe potuto essere di più, ma rimane in questa tappa tanto indegna.

Per questo annuncia il “superuomo”, l’uomo trasformato in Dio, del tutto liberato dallo spettro divino.

Dostoevskij, al contrario, intraprende un cammino alla cui fine c’è il Dio fatto uomo, il mistero dell’Incarnazione. In questo percorso, Dostoevskij ha sperimentato l’abbattimento della sofferenza universale, il fascino del male e la vertigine dell’ateismo. È arrivato a considerare quest’ultimo come il terzultimo gradino che porta alla fede, alla quale, tuttavia, non tutti arrivano. Arriva ad affermare che è attraverso la morsa del dubbio che è giunto alla fede, alla lode del Dio vivo, quello che chiama il suo “Osanna”, con la maiuscola…

(Jorge Luis Zarazúa http://it.aleteia.org/2013/05/06/dostoevskij-il-profeta-dellaltra-vita/)

Il Superuomo

ilgrandeinquisitore By ilgrandeinquisitore1 min read141 views

Superuomo – Arturo Martini

… Dostoevskij ha presentito la più terribile delle crisi, che Nietzsche si incarica non solo di annunciare, ma della quale è il grande

artefice: la “morte di Dio”. Dostoevskij anticipa e prevede l’ateismo e il superuomo di Nietzsche, ma supera la tentazione alla quale questi soccombe. Va sottolineato che Dostoevskij si immerge nella grandezza dell’universo di Nietzsche, lo anticipa, sperimenta la sua vertigine, ma scopre il suo veleno e non si lascia abbagliare dai suoi fulgori…

(http://it.aleteia.org/2013/05/06/dostoevskij-il-profeta-dellaltra-vita/)

Dostoevskij e Nietzsche (2°)

ilgrandeinquisitore By ilgrandeinquisitore1 min read175 views

Dostoevskij vede chiaramente che la domanda dell’ateo è questa: “Cosa può l’uomo? Cosa può un uomo?”. Nietzsche pensa che l’uomo avrebbe potuto essere un’altra cosa, avrebbe potuto essere di più, ma rimane in questa tappa tanto indegna. Per questo annuncia il “superuomo”, l’uomo trasformato in Dio, del tutto liberato dallo spettro divino. Dostoevskij, al contrario, intraprende un cammino alla cui fine c’è il Dio fatto uomo, il mistero dell’Incarnazione. In questo percorso, Dostoevskij ha sperimentato l’abbattimento della sofferenza universale, il fascino del male e la vertigine dell’ateismo. È arrivato a considerare quest’ultimo come il terzultimo gradino che porta alla fede, alla quale, tuttavia, non tutti arrivano. Arriva ad affermare che è attraverso la morsa del dubbio che è giunto alla fede, alla lode del Dio vivo, quello che chiama il suo “Osanna”, con la maiuscola.

(http://www.aleteia.org/it/editoriale/documenti/dostoevskij-il-profeta-dellaltra-vita-1262001)