A Dostoevskij la notizia della grazia fu comunicata mentre era sul patibolo: vi era salito senza che nulla lasciasse pensare ad un atto di clemenza e questa esperienza lasciò tracce ovviamente indelebili sulla sua persona. Forse nessun altro grande scrittore come Dostoevskij ha saputo indicare con tanta felicità espressiva quale sia il vero dramma del condannato a morte.
(di Alberto Marchi, La pena di morte e Dostoevskij)
Da L’IDIOTA di F. Dostoevskij “ Quell’uomo una volta fu portato sul patibolo, insieme ad altri, e gli fu letta la sentenza di condanna a morte per fucilazione, per un reato politico. Una ventina di minuti dopo gli fu letta la sentenza di grazia e gli venne commutata la pena: però nell’intervallo di tempo tra le due sentenze, se non venti almeno quindici minuti, lui visse con l’assoluta certezza che d’un tratto, entro pochi minuti, sarebbe morto. Mi interessava immensamente ascoltarlo, quando a volte ricordava le sue sensazioni di allora, e talvolta gli facevo ripetere il racconto, ponendogli molte domande. Ricordava tutto con straordinaria chiarezza, e diceva che non avrebbe mai dimenticato nulla di quei minuti.
A una ventina di passi dal patibolo, presso cui stavano la folla e i soldati, erano stati piantati tre pali, siccome i condannati erano parecchi …