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V. Strada

Smarrimento !

Attraverso la lettura di Dostoevskij, che universo conosciamo? Come possiamo definire il mondo di Dostoevskij? Come lo conosciamo attraverso i romanzi?

Non dimentichiamo che Dostoevskij è anzitutto un romanziere: ha scritto anche dei saggi di carattere politico, ma prima di tutto è un grande, il più grande romanziere dell’Ottocento e forse di tutti i tempi. Ci troviamo di fronte un universo enorme, smisurato, addirittura eccessivo. È un’eccessività, una grandezza, qualche cosa che ci sfugge, che non possiamo dominare. Ci sono grandi, grandissimi scrittori, come Tolstoj, Balzac, Dickens, scrittori ottocenteschi straordinari; tuttavia, essi hanno creato degli universi che noi percorriamo con più sicurezza. In Dostoevskij invece ci smarriamo.

(V. Strada)

Il righello

Dostoevskij ci insegna invece che nel concreto della vita il confine tra bene e male certamente esiste – e come cristiano Dostoevskij non poteva certo ipotizzare con un nichilismo facile che questo confine fosse evanescente o inesistente –, ma non si traccia con un righello. Ci sono situazioni, e sono le situazioni decisive esistenziali nelle quali avviene la scelta della nostra vita, in cui il confine tra bene e male è arduo. Tutti i suoi personaggi ce lo dicono, pur senza mai venir meno all’esigenza, alla volontà, all’impegno di cercare di tracciare questo confine.

(V. Strada)