Tre forze!

“… Torneranno da noi, dice il grande inquisitore, solo se saremo per loro una autorità più forte, di quella dei nuovi idoli.  Solo tre forze sula terra sono in grado di imprigionare la coscienza di questi impotenti ribelli, a favore della loro stessa felicità: il miracolo, il mistero e l’autorità.”

(Fedor Dostoevskij: I fratelli Karamazov)

Rispondi alla domanda

Chi ha diritto di perdonare? Si chiede, per bocca di Ivan, Dostoevskij e basta questa domanda per misurare la distanza abissale che separa il grande romanziere dal buonismo imbecille dei nostri giorni in cui invece tutti si pongono, senza pensarci su troppo, la domanda opposta: “chi ha diritto di condannare?”. Pace, armonia, perdono, amore universale! Che belle parole, che nobili ideali, ma… e le vittime? E le vittime innocenti, le loro lacrime, il loro sangue? Non rovinano quelle lacrime e quel sangue l’armonia, il perdono, la pace?

(http://giovanniciri.blogspot.it/2013/10/il-grande-inquisitore-dostoevsij-e-il.html)

Dolore innocente

Ivan Karamazov, non può né vuole accettare questo disegno, perché? La sublime bellezza del disegno divino si scontra con un fatto, un fatto duro che non è possibile rimuovere, un fatto che non si fa riassorbire in alcuna superiore armonia: il dolore, il dolore degli innocenti, dei bambini.
(http://giovanniciri.blogspot.it/2013/10/il-grande-inquisitore-dostoevsij-e-il.html)

Dicono di lui #8

Dostoevskij è un romanziere, ma scopre che l’uomo non può organizzare la terra senza Dio; quando ci prova, non fa altro che organizzarla contro l’uomo, come si è visto soprattutto nel corso del XX secolo ma che egli ha anticipato in modo sorprendente.

(“Il dramma dell’umanesimo ateo”, Henri de Lubac )

Il grande parcheggiatore…

“La nostra collera li farà tremare, la timidezza li invaderà, i loro occhi diverranno lacrimosi come quelli dei bambini e delle donne; ma altrettanto facilmente, a un nostro cenno, passeranno all’allegria e al riso, alla gioia radiosa dei bambini”.
“Certo, li costringeremo a lavorare, ma nelle ore libere organizzeremo la loro vita come un gioco di bambini, con i canti, i cori e le danze innocenti.”
(I fratelli Karamazov, F. Dostoevskij)