Molto Attuale

“Noi non siamo con te, siamo con lui, noi li obbligheremo a lavorare, ma nelle ore libere dal lavoro daremo alla loro vita come un assetto da gioco infantile, con canzoni da bambini cori e danze innocenti. Oh, noi permetteremo loro anche il peccato; sono così fragili e impotenti; e loro ci vorranno bene come bambini per il fatto che permetteremo loro di peccare”
Fedor Dostoevskij: I fratelli Karamazov. Einaudi 1993

Erotismo

La peculiarità erotica dei romanzi di Dostoevskij è spesso rivolta al triangolo amoroso. Tema ricorrente dell’uomo insoddisfatto, che desidera ciò che appartiene al competitore, essendo l’unica dote che lo affascina della donna (oggetto, bella e infelice), l’essere desiderata da un altro.
Diversamente, nelle situazioni dei grandi romanzi, la caratteristica erotica si appropria di un significato simbolico molto profondo e complesso.

Il più letto

Le notti bianche è, insieme a Delitto e castigo, la più letta delle opere di Dostoevskij.
Personaggio principale è la figura del sognatore.
Nella sua esistenza piena di fantasticherie, entra a forza per un breve attimo, la giovane Nasten’ka.
Simbolo del fremere delle emozioni, la donna donerà al sognatore brandelli di vita vera, ma una lettera … riporterà il protagonista nel mondo delle illusioni.

Ricordi

ilgrandeinquisitore By ilgrandeinquisitore1 min read125 views

“Nei ricordi di ogni uomo ci sono certe cose che egli non svela a tutti, ma forse soltanto agli amici. Ce ne sono altre che non svelerà neppure agli amici, ma forse solo a sé stesso, e comunque in gran segreto. Ma ve ne sono infine, di quelle che l’uomo ha paura di svelare perfino a sé stesso, e ogni uomo perbene accumula parecchie cose del genere.”

(“Memorie dal sottosuolo” F. Dostoevskij)

Cosa faresti?

“Supponi” chiede Ivan ad Alesa “che fossi tu stesso ad innalzar l’edificio del destino umano, con la meta suprema di render felici gli uomini, di dar loro, alla fine, la pace e la tranquillità: ma, per conseguire questo, si presentasse come necessario e inevitabile far soffrire per lo meno solo una minuscola creatura (..) e sulle sue invendicate povere lacrime fondare codesto edificio: consentiresti tu a esserne l’architetto a queste condizioni? Parla senza mentire. – No, non consentirei – disse piano Alesa”

(Fedor Dostoevskij: I fratelli Karamazov. Einaudi 1993)