Suddito o consumatore?

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Il nostro tempo ha sostituito al culto di Dio il culto degli idoli di cui il denaro è l’espressione più semplice e radicale in quanto rende possibile l’illusione che il suo possesso in grandi quantità consenta la realizzazione di una vita soddisfatta. Il Pasolini corsaro l’aveva indicata come una vera e propria“mutazione antropologica”: il monoteismo che sosteneva le società religiose e che affondava le sue radici nella potenza simbolica del Padre, ha lasciato il posto al politeismo del mercato e alle sue nuove divinità. Al verticalismo piramidale dell’ideologia patriarcale è subentrata la diffusione orizzontale dell’oggetto di godimento divenuto un idolo che ha trasformato l’uomo da “suddito” a “consumatore”.

Massimo Recalcati, Repubblica 2.6.15

Silvano Petrosino, L’idolo. Teoria di una tentazione. Dalla Bibbia a Lacan,  ed Mimesis  2015

Le circostanze

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Sappiamo che Dostoevskij ebbe una vita rocambolesca e inquieta, segnata da alcuni fatti e circostanze che si radicarono fortemente nella sua coscienza e che furono il combustibile di tutte le sue opere.

Basti ricordare l’epilessia che lo accompagnò per tutta la vita (descritta dettagliatamente ne L’Idiota, e ne I fratelli Karamazov; il vizio del gioco alla roulette e i conseguenti perenni debiti; la finta esecuzione nella fortezza di Pietro e Paolo a Pietroburgo; la condanna ai lavori forzati in Siberia; l’incontro con la moglie di un decabrista che gli regalò un volume del Vangelo; la conseguenza scoperta ed esaltazione della figura di Cristo; l’incontro con i delinquenti comuni e la scoperta della loro umanità indipendentemente dai delitti compiuti.

(Dianella Bardelli www.lankelot.eu)

Chi sono?

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… L’uomo è un mistero. Un mistero che bisogna risolvere, e se trascorrerai tutta la vita cercando di risolverlo, non dire che hai perso tempo; io studio questo mistero perché voglio essere un uomo.

(lettera al padre 1839, F. Dostoevskij)

Negativo e positivo

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“La visione dell’uomo come epifania di Dio, in senso sia positivo sia negativo, viene descritta da Dostoevskij nei suoi personaggi: una galleria che offre una rappresentazione metafisica e religiosa del dramma umano che è la nostra vita. Tutti sono alla ricerca di verità, di vita, di felicità, di libertà; tutti danno l’idea di idee incarnate; tutti sono portatori di un messaggio. Dostoevskij li insegue, li scova nei segreti del loro animo, non di rado si immedesima in essi, rivivendo esperienze personali. Pochi scrittori «hanno saputo discendere negli abissi del cuore umano come Dostoevskij, e proprio per questo ben pochi hanno saputo dirci più di lui come l’uomo sia al centro di tutto, come sia senza fondo e senza confine la sua vita»

(F. Castelli – www.notedipastoralegiovanile.it)

Pena di morte #3

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FUCILAZIONE … Dostoevskij iniziò a frequentare i circoli rivoluzionari … nel 1849 venne arrestato e imprigionato nella fortezza di Pietro e Paolo con l’accusa di cospirazione. Si ritenne infatti che facesse parte di una società segreta sovversiva guidata da Petrasevskij. Dostoevskij venne condannato insieme ad altri venti imputati alla pena di morte mediante fucilazione. Era già in posizione per la propria esecuzione quando giunse un ordine dell’imperatore Nicola I che mutò la pena in quattro anni di lavori forzati. Dostoevskij partì così per la Siberia (Omsk). La dura esperienza lo segnò fisicamente e moralmente.