Mancanza di cielo

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Nella sua opera il maestro russo descrive l’alienazione molto meglio di Marx E la soluzione non è la rivoluzione, ma il ricongiungimento di anima e corpo. C’è qualcosa che spaventa di Fedor Dostoevskij: la certezza che per andare in paradiso devi passare per l’inferno. O, se vogliamo restare sulla Terra, che la vera felicità e la vera gloria vengano solo dalla sofferenza e dal sacrificio. È un pensiero terribile che non accettiamo, che non possiamo più accettare. E quel rifiuto è forse alle origini dell’irreligione occidentale e della stessa modernità. Di quella dolorosa grandezza Dostoevskij fu profeta, narratore e testimone. La visse sulla propria pelle, la espresse nella sua scrittura …

(Marcello Veneziani – Lun, 03/06/2013 http://www.ilgiornale.it)

Cuore di carne

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… E’ rimasta la memoria e le immagini da me create, ma non ancora realizzate.

Queste immagini mi bruceranno come piaghe aperte, è vero! Ma in me è rimasto il cuore, è rimasta quella stessa carne e sangue che può sempre amare e soffrire, desiderare e ricordare, e questa è ancora vita.

Fëdor Michajlovič Dostoevskij

(lettera al fratello Michail)

Vita ovunque

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… La vita è vita dappertutto; la vita è dentro noi stessi, e non in ciò che ci circonda all’esterno.

Intorno a me ci saranno sempre degli uomini, ed essere un uomo tra gli uomini e rimanerlo per sempre, in qualsiasi sventura, non abbattersi e non perdersi d’animo, ecco in che cosa sta la vita, e in che cosa consiste il suo compito. Io mi sono reso conto di questo, e questa idea mi è entrata nella carne e nel sangue …

(dalle lettere sulla creatività, F. Dostoevskij)

Lettere da Omsk

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… Fedor racconta al fratello terribili condizioni di vita alla fortezza di Omsk: pulci, pidocchi, scarafaggi in quantità incredibile, cibo insufficiente, freddo di giorno e di notte, lavoro massacrante. Poi scrive: “Non starò a dirti quel che è successo in questi quattro anni della mia anima, delle mie convinzioni, della mia intelligenza e del mio cuore.

Ma il continuo concentrarmi su me stesso – unico rifugio dove potevo sfuggire a quell’amara realtà – ha portato i suoi frutti. Adesso nutro molte aspirazioni e molte speranze… “Tu non ci crederai, ma c’erano dei caratteri profondi, forti, stupendi, e che gioia mi dava scoprire l’oro sotto la rude scorza… Quante storie di vagabondi e di briganti…Mi basteranno per volumi interi”

Dianella Bardelli www.lankelot.eu)