Berlusconi e Dostoevskij

CAMPAGNA ELETTORALE 2001 … il presidente-operaio (S. Berlusconi) si ispirò a Dostoevskij…

«E’ lecito dubitare che questa separazione fra prassi e pensiero abbia gran che giovato all’ equilibrio spirituale del mondo in cui ci troviamo a vivere, quasi che agli operai della società (e chi scrive si reputa uno di loro) debba essere interdetto per principio di accostarsi alle idee, all’ arte, alle lettere». (F. Dostoevskij, Vallecchi 1980)

(7 febbraio 2001) – Corriere della Sera

(http://archiviostorico.corriere.it/2001/febbraio/07/presidente_operaio_ispiro_Dostoevskij_co_0_0102076967.shtml)

Addio Ettore Scola

Ettore Scola si è spento ieri sera al Policlinico di Roma ad 84 anni. Era in coma da domenica. Considerato l’ultimo grande maestro della commedia all’italiana, ha raccontato il nostro Paese in oltre 50 anni di filmografia ricevendo 4 candidature all’Oscar e 8 David di Donatello.

Bene e potere

(Eymerich l’Inquisitore diventa un videogioco)

Nella «Leggenda» di Ivan Karamazov il bene, di cui l’inquisitore si fa garante e custode, è puro oggetto di

potere.

(DOSTOEVSKIJ/ Kasatkina: la grande “lezione”dell’Inquisitore ai cristiani)

Previsione

“Secondo me, non c’è nulla da distruggere, fuorché l’idea di Dio nell’umanità; ecco di dove occorre cominciare! È di qui, di qui che si deve partire, o ciechi, che non capite nulla! Una volta che l’umanità intera abbia rinnegato Dio (e io credo che tale epoca, a somiglianza delle epoche geologiche, verrà un giorno), tutta la vecchia concezione cadrà da sé, senza bisogno di antropofagia, e soprattutto cadrà la vecchia morale, e tutto si rinnoverà. Gli uomini si uniranno per prendere alla vita tutto ciò che essa può dare, ma unicamente per la gioia e la felicità di questo mondo. L’uomo si esalterà in un orgoglio divino, titanico, e apparirà l’uomo-dio. Trionfando senza posa e senza limiti della natura, mercé la sua volontà e la sua scienza, l’uomo per ciò solo proverà ad ogni istante un godimento cosí alto da tenere per lui il posto di tutte le vecchie speranze di gioie celesti. Ognuno saprà di essere per intero mortale, senza resurrezione possibile, e accoglierà la morte con tranquilla fierezza, come un dio. Per fierezza comprenderà di non dover mormorare perché la vita è solo un attimo, e amerà il fratello suo senza ricompensa. L’amore non riempirà che un attimo di vita, ma la stessa consapevolezza di questa sua fugacità ne rinforzerà altrettanto l’ardore quanto prima esso si disperdeva nelle speranze di un amore d’oltre tomba e infinito…”, e via di questo passo. Delizioso!”

(F. Dostoevskij)

Papa Francesco

Sulla sofferenza dei bambini Papa Francesco cita Dostoevskij come «un maestro di vita» e spiega che «l’unica preghiera che a me viene è la preghiera del perché». «Signore, perché? Lui non mi spiega niente.

Ma sento che mi guarda. E così posso dire: Tu sai il perché, io non lo so e Tu non me lo dici, ma mi guardi e io mi fido di Te, Signore, mi fido del tuo sguardo».lla domanda sulla sofferenza dei bambini:

«Un maestro di vita per me è stato Dostoevskij, e quella sua domanda, esplicita e implicita, ha sempre girato nel mio cuore: perché soffrono i bambini? Non c’è spiegazione. Mi viene questa immagine: a un certo punto della sua vita il bambino si “sveglia”, non capisce molte cose, si sente minacciato, comincia a fare domande al papà o alla mamma. È l’età dei “perché”. Ma quando il figlio domanda, poi non ascolta tutto ciò che hai da dire, ti incalza subito con nuovi “perché?”. Quello che cerca, più della spiegazione, è lo sguardo del papà che dà sicurezza.

Davanti a un bambino sofferente, l’unica preghiera che a me viene è la preghiera del perché. Signore, perché? Lui non mi spiega niente. Ma sento che mi guarda. E così posso dire: Tu sai il perché, io non lo so e Tu non me lo dici, ma mi guardi e io mi fido di Te, Signore, mi fido del tuo sguardo».

(http://www.avvenire.it/Commenti/Pagine/dostoevskij-il-papa-e-i-bambini-.aspx)