DOSTOEVSKIJ A FIRENZE

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Nel 1849 F. Dostoevskij fu condannato a morte per partecipazione a società segreta con scopi sovversivi. Lo zar Nicola I commutò la condanna a morte in lavori forzati a Omsk in Siberia. Dopo quattro anni fu lasciato libero e i iniziò un lungo viaggio tra le capitali europee; fra il 1868 al 1869 si fermò a Firenze e concluse “L’Idiota”.

“Il segreto dell’esistenza umana non sta soltanto nel vivere, ma anche nel sapere per che cosa si vive.” FEDOR M. DOSTOEVSKIJ (1821-1881)

 

 

DOSTOEVSKIJ e NAPOLI

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Fedeor Dostoevskij scrive ne “L’idiota” del viaggio compiuto a Napoli. Definisce l’immagine della città come quella della muova Gerusalemme, luogo in cui l’eroe vuole andare oltre l’orizzonte e dove la terra respira il mistero. Per lo scrittore Napoli predisponeva naturalmente alla bellezza.

“Lo crederesti, amico mio, che la maggioranza di quelli che amano l’ozio si trova tra la gente che fatica sempre!”.
(Fëdor Dostoevskij – L’adolescente)

DOSTOEVSKIJ e L’ITALIA

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… per duemila anni l’Italia ha portato in sé un’idea universale capace di riunire il mondo, non una qualunque idea astratta, non la speculazione di una mente di gabinetto, ma un’idea reale, organica, frutto della vita della nazione, frutto della vita del mondo: l’idea dell’unione di tutto il mondo, da principio quella romana antica, poi la papale. I popoli cresciuti e scomparsi in questi due millenni e mezzo in Italia comprendevano che erano i portatori di un’idea universale, e quando non lo comprendevano, lo sentivano e lo presentivano. La scienza, l’arte, tutto si rivestiva e penetrava di questo significato mondiale … (Fëdor Michajlovic’ Dostoevskij, Diario di uno scrittore, ed. it. a cura di Ettore Lo Gatto, Sansoni, Firenze 1981, 1877, Maggio-Giugno, capitolo secondo, pp. 925-926)

IL LIVELLO SECONDARIO

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Potrà sembrare banale, ma la sensazione nascosta che ti fa pronunciare la frase: “… artista profondo!” rivela l’avvenuta percezione (a volte inconsapevole) della presenza di un livello secondario nell’opera. Si tratta di un piano camuffato, apparentemente nascosto, ma che ora, dopo essere stato percepito, pretende di essere compreso e svelato.

SENSAZIONI NASCOSTE

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A volte, parlando con gli amici, sosteniamo che “Quella è una persona profonda …” altre volte invece: “E’ un individuo limitato, è una persona piatta …” Dinanzi all’artista poi, ho udito spesso la frase: “Si vede che costui è un artista profondo!” Oppure: “Per me è superficiale.” Che cosa significa esattamente questo parlare? Quale sensazione nasconde?