DOSTOEVSKIJ a LONDRA

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Così scrive Dostoevskij in occasione del suo breve soggiorno a Londra (otto giorni) “uno scenario biblico, una sorta di Babilonia, una profezia dell’Apocalisse che si avvera sotto i vostri occhi […] un popolo che beve e mangia” e “tutti sono ubriachi, ma senza gaiezza, tristemente, pesantemente, e tutti sono così stranamente taciturni … Tutti hanno fretta di ubriacarsi fino a perdere coscienza …” (Fedor Mihailovic Dostoievski, Le Bourgeois de Paris, ed. Rivages, 2006)

DOSTOEVSKIJ a PARIGI

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“Parigi è la città più virtuosa del mondo” Ma la frase si rivela ben lungi dall’essere un complimento. Basta leggere il seguito per capire che è piena di sarcasmo, ironia, disprezzo.“ Non si riuscirà mai a persuadere un francese, e cioè un parigino (perché in fondo tutti i francesi sono dei parigini) di non essere il primo nel mondo intero. D’altra parte, egli sa molto poco del mondo intero fuori Parigi. E niente ne vuol sapere”. Parigi, secondo Dostoevskij, è ipocrita. Finge che tutto vada sempre per il meglio. Che la povertà, la sofferenza, la stupidità delle masse non esistano. Il borghese parigino vuole convincersi che tutto è ordinato, tutto è piacevole e felice. Tutti cercano di convincere sé stessi ed il mondo che Parigi e la Francia sono il migliore dei mondi possibili …

(Fedor Mihajlovic Dostoevskij, Le Bourgeois de Paris, ed. Rivages, 2006)

CONTRASTI

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Per Dostoevskij esiste incompatibilità tra lo spirito occidentale e lo spirito russo.

“Il russo è scettico e beffardo, dicono di noi i francesi, ed è vero. Noi siamo più cinici […]
consideriamo tutto con maggiore freddezza […] in ogni caso, in una maniera più astratta”.

DOSTOEVSKIJ a MILANO

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Tra l’ ottobre e il novembre del 1868 Fedor Dostoevskij vive a Milano. Così scrive all’amico Apollon Nikolàevic Màjkov: «Due mesi fa attraverso il Sempione ci siamo trasferiti a Milano. Qui il clima è migliore, la vita più cara, piove molto e per di più ci annoiamo mortalmente…»

(Dostoevskij, Epistolario, vol. II, trad. E. Lo Gatto, Edizioni Scientifiche Italiane, Napoli, 1951)