F. Dostoevskij

Fine del mondo

“Secondo me, non c’è nulla da distruggere, fuorché l’idea di Dio nell’umanità; ecco di dove occorre cominciare! È di qui, di qui che si deve partire, o ciechi, che non capite nulla! Una volta che l’umanità intera abbia rinnegato Dio (e io credo che tale epoca, a somiglianza delle epoche geologiche, verrà un giorno), tutta la vecchia concezione cadrà da sé, senza bisogno di antropofagia, e soprattutto cadrà la vecchia morale, e tutto si rinnoverà. Gli uomini si uniranno per prendere alla vita tutto ciò che essa può dare, ma unicamente per la gioia e la felicità di questo mondo. L’uomo si esalterà in un orgoglio divino, titanico, e apparirà l’uomo-dio. Trionfando senza posa e senza limiti della natura, mercé la sua volontà e la sua scienza, l’uomo per ciò solo proverà ad ogni istante un godimento cosí alto da tenere per lui il posto di tutte le vecchie speranze di gioie celesti. Ognuno saprà di essere per intero mortale, senza resurrezione possibile, e accoglierà la morte con tranquilla fierezza, come un dio. Per fierezza comprenderà di non dover mormorare perché la vita è solo un attimo, e amerà il fratello suo senza ricompensa. L’amore non riempirà che un attimo di vita, ma la stessa consapevolezza di questa sua fugacità ne rinforzerà altrettanto l’ardore quanto prima esso si disperdeva nelle speranze di un amore d’oltre tomba e infinito…”, e via di questo passo. Delizioso!”

(I fratelli Karamazov, F. Dostoevskij)

Cuore di carne

ilgrandeinquisitore By ilgrandeinquisitore1 min read125 views

… E’ rimasta la memoria e le immagini da me create, ma non ancora realizzate.

Queste immagini mi bruceranno come piaghe aperte, è vero! Ma in me è rimasto il cuore, è rimasta quella stessa carne e sangue che può sempre amare e soffrire, desiderare e ricordare, e questa è ancora vita.

Fëdor Michajlovič Dostoevskij

(lettera al fratello Michail)

Leopardi e Dostoevskij

ilgrandeinquisitore By ilgrandeinquisitore1 min read209 views

… In Leopardi il dolore non nasce solo dalla fine delle illusioni. Il dolore ha una radice religiosa: l’uomo cerca disperatamente un suo partner che non può che essere fuori dal mondo mutevole.” «S’avessi io l’ale»

… Dostoevskij è certamente un grande scrittore, ma è anche un profeta nel senso che svela l’uomo a se stesso, ne scandaglia le pieghe nascoste, ne rivela la grandezza e la miseria, ne proclama la missione, ne narra la drammaticità delle scelte.

(Divo Barsotti www.notedipastoralegiovanile.it)

Alcool

ilgrandeinquisitore By ilgrandeinquisitore1 min read272 views

… Anna G. Dostoevskaja racconta nelle sue memorie, pubblicate in Italia da Bompiani con il titolo Dostoevskij mio marito, come il grande narratore russo non potesse permettersi di bere neanche un bicchiere di vino per l’effetto nocivo che gli alcolici avevano su di lui: le crisi epilettiche di cui lo scrittore soffrì sempre, si manifestarono davanti alla giovane moglie proprio nelle prime settimane di matrimonio, quando i novelli sposi, invitati dai vari parenti, venivano festeggiati con vino e champagne…

(Casa museo di Dostoevskij: www.eng.md.spb.ru)

Curiosità

ilgrandeinquisitore By ilgrandeinquisitore1 min read137 views

Nell’elenco delle stravaganti abitudini culinarie di Dostoevskij figura anche quella di fare colazione con della vodka di grano (un tipo di vodka distillata in casa a base di lievito di cereali, diffusa nel XIX

secolo). Mikhail Aleksandrovich Aleksandrov, un contemporaneo dello scrittore, descrive così il rituale mattutino di Dostoevskij: “Una volta, arrivai a casa di Fedor Mikhailovich mentre faceva colazione e vidi che beveva solo della vodka di grano: dopo aver addentato un pezzo di pane nero ne bevve un sorso e li consumò insieme. Dostoevskij era solito ripetere che quello era il modo più salutare di bere la vodka.

(http://it.rbth.com/cultura/2016/01/14/mangiare-come-dostoevsky-le-abitudini-alimentari-dello-scrittore_559175)