
Siberia, apre al pubblico la prigione in cui fu rinchiuso Dostoevskij

“Secondo me, non c’è nulla da distruggere, fuorché l’idea di Dio nell’umanità; ecco di dove occorre cominciare! È di qui, di qui che si deve partire, o ciechi, che non capite nulla! Una volta che l’umanità intera abbia rinnegato Dio (e io credo che tale epoca, a somiglianza delle epoche geologiche, verrà un giorno), tutta la vecchia concezione cadrà da sé, senza bisogno di antropofagia, e soprattutto cadrà la vecchia morale, e tutto si rinnoverà. Gli uomini si uniranno per prendere alla vita tutto ciò che essa può dare, ma unicamente per la gioia e la felicità di questo mondo. L’uomo si esalterà in un orgoglio divino, titanico, e apparirà l’uomo-dio. Trionfando senza posa e senza limiti della natura, mercé la sua volontà e la sua scienza, l’uomo per ciò solo proverà ad ogni istante un godimento cosí alto da tenere per lui il posto di tutte le vecchie speranze di gioie celesti. Ognuno saprà di essere per intero mortale, senza resurrezione possibile, e accoglierà la morte con tranquilla fierezza, come un dio. Per fierezza comprenderà di non dover mormorare perché la vita è solo un attimo, e amerà il fratello suo senza ricompensa. L’amore non riempirà che un attimo di vita, ma la stessa consapevolezza di questa sua fugacità ne rinforzerà altrettanto l’ardore quanto prima esso si disperdeva nelle speranze di un amore d’oltre tomba e infinito…”, e via di questo passo. Delizioso!”
(F. Dostoevskij)

Il primo Dostoevskij è come il primo Van Gogh: ci racconta l’uomo in modo romantico, quasi melodrammatico, il mondo dei poveri. Lo guarda con la compassione di colui che è già salvo, infatti lo fa dall’esterno. In Siberia è stato a contatto con i poveri, è stato lui stesso spogliato di tutto. E dopo esser tornato alla vita, scrive le Memorie del sottosuolo, in cui quello che fa è proprio quello che hanno fatto Dante con la Divina Commedia e Agostino con le Confessioni.
(Alessandro D’Avenia – Avvenire)

Dostoevskij e Nietzsche hanno compiuto un’analisi spietata della nostra epoca. Hanno criticato il razionalismo e l’umanesimo occidentale; hanno denunciato l’idea di progresso, tanto cara all’uomo occidentale; hanno sperimentato un malessere molto simile davanti al regno scientifico e ai suoi sogni idilliaci; hanno ugualmente disprezzato la civiltà superficiale del nostro tempo, hanno scoperto la sua vernice e hanno fatto il possibile per renderla evidente, prevedendo la sua imminente catastrofe.
(http://it.aleteia.org/2013/05/06/dostoevskij-il-profeta-dellaltra-vita)

Dostoevskij raffigura le forme molteplici del nichilismo del nostro tempo, ne indaga le ragioni storiche e colloca le sue vicende in un ampio orizzonte metafisico, senza togliere per questo concretezza ai destini dei suoi personaggi. Il problema del cristianesimo e del socialismo, della tradizione e della rivoluzione, della Russia e dell’Europa trovano nell’opera dostoevskiana una illuminazione problematica e drammatica senza pari.
Per questo Dostoevskij é forse il più attuale degli scrittori russi ed europei dell’Ottocento e anche del Novecento, ed é destinato a restare tale anche in questo secolo.
(http://www.ilsudest.it/cultura-menu/55-cultura/6190-attualita-di-dostoevskij.html)

V. Soloviev
Nel 1878 il pensatore russo tenne un ciclo di conferenze pubbliche, seguite anche da numerosi intellettuali, che divennero immediatamente un grande avvenimento culturale, poi pubblicate con il titolo Lezioni sulla Divinoumanità, che restano tra le sintesi più emblematiche del suo pensiero.
Si ricorda che durante queste lezioni, Vladimir parlava quasi immobile, con una voce bassa e solenne, e che quanto diceva rapiva l’uditorio. Ed è forse a seguito di una di queste conferenze che Dostoevskij creò la figura di Alësa Karamazov.
Nonostante la differenza di età, lo scrittore divenne, secondo quanto riferisce un biografo, “l’ultimo suo amico”, affascinato dalla sua acuta intelligenza, dalla vasta cultura, e dalla bontà d’animo; insieme si recarono più volte al monastero di Optina pustin’ dove s’intrattennero con lo starec Amvrosij.
(Natalino Valentini) http://www.franoi.net/profeti/soloviev.htm