“Voi pensate, forse, che io dubiti ancora che il personaggio che mi appare nell’allucinazione sia io stesso e non sia davvero il diavolo”
“E… lo vedete realmente? Vedete realmente una figura ben definita?”
“Sì lo vedo, lo vedo così, come vedo ora voi… e talvolta lo vedo e non sono persuaso di vederlo, benché lo veda… talvolta non so chi dei due realmente esista: io o lui…”
F. M. Dostoevski, I Demòni
Artista o filosofo?
Bellezza e perversione (un concetto polivalente)
… quando i personaggi di Dostoevskij scoprono la bellezza al di fuori della sfera “spirituale” incappano sempre nella “perversione” che genera una bellezza luciferina e omicida, una degenerazione psicologica.
L’ultima chance
Dostoevskij era certo che l’umanità avesse delle speranze di salvarsi dalla “distruzione” solamente attraverso un eroismo spirituale.
L’arte comune
Più a fondo vai nell’uomo, in te stesso, e più viene fuori quello che abbiamo in comune
Tolstoj
Perdersi in un romanzo

Dostoevskij è prima di tutto un romanziere, il più grande romanziere dell’Ottocento e forse di tutti i tempi. Il suo universo è sterminato, forse eccessivo. Qualcosa ci sfugge ogni volta che lo affrontiamo. Frammenti della sua grandezza ci spingono oltre, verso pensieri e sensazioni che non riusciamo a controllare. Straordinari scrittori, come Tolstoj, Balzac, Dickens, hanno
creato nelle loro opere ottocentesche situazioni più facili da attraversare.
Invece, affrontando Dostoevskij, spesso ci perdiamo.