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Curiosità sul film Il Grande Inquisitore

Lacrime di primavera

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Vi è qualcosa di indicibilmente commovente nella nostra natura pietroburghese quando, al sopraggiungere della primavera, essa all’improvviso rivela tutta la sua potenza, tutte le forze donatele dal cielo, si agghinda, si adorna di variopinti fiori..

Involontariamente mi richiama alla mente l’immagine di una fanciulla languida e malaticcia che voi guardate a volte con compassione, a volte pietosa tenerezza, e a volte poi semplicemente non notate, ma che a un tratto, in un batter d’occhio, diventa, in modo inspiegabile, indicibilmente bella e voi, colpito, inebriato, vi chiedete senza volerlo: quale forza ha fatto lampeggiare di un simile fuoco quegli occhi tristi e pensosi?

(Le notti bianche, Fëdor Dostoevskij)

14 luglio 2016

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(Andrej Rublëv – di Andrej Tarkovskij)

Per Dostoevskij il male trova la sua origine all’interno dell’individuo, nel suo ambito interiore. Esso, il male, non può essere generato da condizioni esterne. Infatti, se la persona fosse determinata unicamente dai presupposti passivi creati dall’ambiente esterno e se per ciò non fosse responsabile, allora non ci sarebbe uomo e nemmeno Dio; la libertà sarebbe nulla ed il male ed il bene non esisterebbero.

Ecco cos’è l’anima russa

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“Ecco cos’è l’anima russa”

… I romanzi di Dostoevskij sono vortici ribollenti, mulinelli di sabbia in una tempesta, trombe d’acqua che sibilano e gorgogliano e ci risucchiano. Sono composti puramente e completamente della materia dell’anima. Veniamo inghiottiti contro la nostra volontà, presi nel vortice, accecati, soffocati, e allo stesso tempo riempiti di un’estasi che ci stordisce …

(La Repubblica – 13 gennaio 2015)