
“I film trattano di emozioni e rispecchiano la frammentarietà dell’esperienza. Quindi è fuorviante cercare di sintetizzare a parole il significato di un film”.
(Stanley Kubrick)
Sorrentino: «Il cinema logora: altri quattro film e smetto»
(Corriere della sera, 25.05.15)

Il primo film con colonna sonora fu Il cantante jazz, di A. Crosland (1927), con Al Jolson. Alla musica furono aggiunti i dialoghi e le canzoni. Assai importante in quegli anni fu la collaborazione fra il compositore Sergej Prokofiev ed il regista Sergej M. Eisenstein con il film “Alexander Nevskij” (1938).

Dal formicaio le rispettabili formiche hanno cominciato, e col formicaio certamente finiranno, il che torna a grande onore della loro perseveranza e della loro posatezza. Ma l’uomo è creatura avventata ed assurda, e forse a lui come al giocatore di scacchi interessa soltanto il processo di raggiungimento dello scopo, non già lo scopo stesso. E, chissà (nessuno può giurare il contrario), forse lo scopo a cui tende l’umanità consiste unicamente nel mantenere ininterrotto questo processo di raggiungimento, in altre parole è la vita medesima, e non propriamente la meta da raggiungere, la quale, si capisce, non può esser altro che il due più due quattro, ossia una formula, ma questo due più due quattro non è più la vita, bensì il principio della morte.
F. M. Dostoevskij, Ricordi dal sottosuolo, Bur, Milano, 1975, pagg. 53-54

Tris complesso e articolato perché se l’uomo rifiuta Dio, conseguentemente abbandona il trono della libertà e non può che optare per il male. Se “l’uomo è solo un riflesso passivo dell’ambiente sociale esterno, se non è un essere responsabile, allora non c’è uomo e non c’è Dio, non c’è libertà, non c’è il male e non c’è il bene”.
(N. Berdjajev, La concezione di Dostoevskij, Torino, Einaudi, 1977, p. 90)