Addio all’attore Omar Sharif, l’attore egiziano diventato la “leggenda araba” di Hollywood come protagonista e co-protagonista di grandi classici come Lawrence d’Arabia e Il Dottor Zivago. Sharif aveva 83 anni e da poco il figlio Tarek aveva reso noto che soffriva di Alzheimer. Nato nel 1932 ad Alessandria, in Egitto, per il suo ruolo in Lawrence d’Arabia era stato candidato all’Oscar.
“… vorrei sottolineare ancora una volta che le — cosiddette — eroine «infernali» dei romanzi di Dostoevskij non sono strumenti dell’inferno bensì sue prigioniere. E l’inferno cattura proprio coloro che, al posto di dare se stessi in risposta all’inevitabile e ineluttabile bellezza che è data a loro (perché per Dostoevskij la modalità di esistenza della bellezza nel mondo è il dono di sé) cercano di appropriarsene e su questa strada entrano immancabilmente in conflitto con tutti quelli che cercano di fare lo stesso. La scoperta della propria bellezza come risposta a una bellezza che si rivela è un cammino di sovrabbondanza, un cammino sul quale l’uomo diventa una sorgente di grazia per il mondo.”
Iniziò come autore teatrale, passò al cinema con film di spionaggio e gli “spaghetti western”.
Suo il merito del grande successo dello sceneggiato TV Rai con Kabir Bedi, Sandokan.
Nel 1951 Germi inizia un nuovo film; così dice agli amici: «ormai è il sesto eppure, ogni volta, è lo stesso terrore, la sensazione angosciosa di non potercela fare»