La trappola

Dostoevskij considera il peccato come “una trappola” in cui l’uomo può cadere, perdendo la propria libertà. Il peccato, dunque, non è qualcosa per cui saremo puniti, ma qualcosa che contiene in sé la punizione”, ovvero la perdita di libertà. “L’uomo ha la possibilità di uscire dal peccato con una libera scelta, anche attraversando la vergogna, se necessario”.

Approdando a questa tesi, Dostoevskij superò la concezione moralistica del peccato e questa è forse una delle sue più grandi conquiste.

(Simone Arseni) (http://www.europaoggi.it/content/view/2517/142)

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