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Dostoevskij

Ubriachi e singhiozzi

Ancora Dostoevskij ha espresso mirabilmente la forza rigeneratrice del perdono di Dio, nel discorso di un ubriaco, incapace di liberarsi dal vizio del bere che ha portato la sua famiglia nella miseria più nera: nel discorso di Marmeladov, il padre di Sonia, in Delitto e castigo. Marmeladov chiede pietà. Colui che ebbe pietà di tutti gli uomini, colui che tutto e tutti comprese, avrà pietà di noi, egli è il solo giudice, egli verrà nell’ultimo giorno … Tutti saranno giudicati da lui ed egli perdonerà a tutti: ai buoni e ai tristi, ai santi e ai mansueti … E quando avrà pensato agli altri, allora verrà il nostro turno: Avvicinatevi anche voi, ci dirà, avvicinateci, voi beoni, avvicinatevi , voi disperati. E ci avvicineremo tutti senza timore… E i saggi e i benpensanti diranno: “Signore, perché accogli costoro?” Io li accolgo … Perché nessuno di loro si è creduto degno di questo favore. E ci tenderà le braccia e noi ci precipiteremo e scoppieremo in singhiozzi e comprenderemo tutto … E capiremo tutto …  Signore venga il tuo Regno

(www.caffarra.it)

Vita ovunque

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… La vita è vita dappertutto; la vita è dentro noi stessi, e non in ciò che ci circonda all’esterno.

Intorno a me ci saranno sempre degli uomini, ed essere un uomo tra gli uomini e rimanerlo per sempre, in qualsiasi sventura, non abbattersi e non perdersi d’animo, ecco in che cosa sta la vita, e in che cosa consiste il suo compito. Io mi sono reso conto di questo, e questa idea mi è entrata nella carne e nel sangue …

(dalle lettere sulla creatività, F. Dostoevskij)

Le circostanze

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Sappiamo che Dostoevskij ebbe una vita rocambolesca e inquieta, segnata da alcuni fatti e circostanze che si radicarono fortemente nella sua coscienza e che furono il combustibile di tutte le sue opere.

Basti ricordare l’epilessia che lo accompagnò per tutta la vita (descritta dettagliatamente ne L’Idiota, e ne I fratelli Karamazov; il vizio del gioco alla roulette e i conseguenti perenni debiti; la finta esecuzione nella fortezza di Pietro e Paolo a Pietroburgo; la condanna ai lavori forzati in Siberia; l’incontro con la moglie di un decabrista che gli regalò un volume del Vangelo; la conseguenza scoperta ed esaltazione della figura di Cristo; l’incontro con i delinquenti comuni e la scoperta della loro umanità indipendentemente dai delitti compiuti.

(Dianella Bardelli www.lankelot.eu)

Chi sono?

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… L’uomo è un mistero. Un mistero che bisogna risolvere, e se trascorrerai tutta la vita cercando di risolverlo, non dire che hai perso tempo; io studio questo mistero perché voglio essere un uomo.

(lettera al padre 1839, F. Dostoevskij)

Negativo e positivo

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“La visione dell’uomo come epifania di Dio, in senso sia positivo sia negativo, viene descritta da Dostoevskij nei suoi personaggi: una galleria che offre una rappresentazione metafisica e religiosa del dramma umano che è la nostra vita. Tutti sono alla ricerca di verità, di vita, di felicità, di libertà; tutti danno l’idea di idee incarnate; tutti sono portatori di un messaggio. Dostoevskij li insegue, li scova nei segreti del loro animo, non di rado si immedesima in essi, rivivendo esperienze personali. Pochi scrittori «hanno saputo discendere negli abissi del cuore umano come Dostoevskij, e proprio per questo ben pochi hanno saputo dirci più di lui come l’uomo sia al centro di tutto, come sia senza fondo e senza confine la sua vita»

(F. Castelli – www.notedipastoralegiovanile.it)

Pena di morte #3

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FUCILAZIONE … Dostoevskij iniziò a frequentare i circoli rivoluzionari … nel 1849 venne arrestato e imprigionato nella fortezza di Pietro e Paolo con l’accusa di cospirazione. Si ritenne infatti che facesse parte di una società segreta sovversiva guidata da Petrasevskij. Dostoevskij venne condannato insieme ad altri venti imputati alla pena di morte mediante fucilazione. Era già in posizione per la propria esecuzione quando giunse un ordine dell’imperatore Nicola I che mutò la pena in quattro anni di lavori forzati. Dostoevskij partì così per la Siberia (Omsk). La dura esperienza lo segnò fisicamente e moralmente.