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Dostoevskij

Pittore

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… Dostoevskij ragiona proprio come un pittore. Capisco che possa sembrare strano, d’altra parte far capire questo … Per tutto il XX secolo abbiamo letto Dostoevskij essenzialmente come un narratore che fa risuonare delle voci; con la conseguenza che il problema dell’immagine, che in realtà è centrale in tutta la sua opera, è stato quasi del tutto eliminato.

Invece Dostoevskij stesso, da teorico della sua propria opera, considerava il processo creativo come creazione di immagini …

(Tat’jana Kasatkina)

Personaggi

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[…] Dostoevskij non è soltanto un grande, ma è anche divertente. I suoi romanzi hanno quasi sempre una trama pazzesca, avvincente, intricata e assolutamente drammatica. Ci sono omicidi e tentati omicidi e polizia e lotte intestine in famiglie disastrate e spie, bulli e bellissime peccatrici, untuosi truffatori e malattie logoranti e improvvise eredità e malfattori melliflui e complotti e puttane.

www.goodthing.it

Due visioni

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L’uomo del sottosuolo è l’uomo occidentale che si risveglia dalle “essenze profumate” del Romanticismo e che nega con la forza di chi non è da sempre stato all’opposizione ma si è sentito tradito da quei valori falsi ed ambigui. Le dinamiche di vanità, orgoglio, invidia, ossessione, sdoppiamento,… sono da entrambi indagate. Nietzsche con estrema lucidità investe di luce fredda  i “meccanismi” dell’uomo e li svuota, Dostoevskij li fa corrodere dall’interno. Nietzsche è esplosivo, Dostoevskij è implosivo. L’uno grida, l’altro conduce il lettore a vedere.

(Maria Russo) http://www.filosofico.net/dostoevskijmrusso.htm

Leopardi e Dostoevskij

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… In Leopardi il dolore non nasce solo dalla fine delle illusioni. Il dolore ha una radice religiosa: l’uomo cerca disperatamente un suo partner che non può che essere fuori dal mondo mutevole.” «S’avessi io l’ale»

… Dostoevskij è certamente un grande scrittore, ma è anche un profeta nel senso che svela l’uomo a se stesso, ne scandaglia le pieghe nascoste, ne rivela la grandezza e la miseria, ne proclama la missione, ne narra la drammaticità delle scelte.

(Divo Barsotti www.notedipastoralegiovanile.it)

Alcool

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… Anna G. Dostoevskaja racconta nelle sue memorie, pubblicate in Italia da Bompiani con il titolo Dostoevskij mio marito, come il grande narratore russo non potesse permettersi di bere neanche un bicchiere di vino per l’effetto nocivo che gli alcolici avevano su di lui: le crisi epilettiche di cui lo scrittore soffrì sempre, si manifestarono davanti alla giovane moglie proprio nelle prime settimane di matrimonio, quando i novelli sposi, invitati dai vari parenti, venivano festeggiati con vino e champagne…

(Casa museo di Dostoevskij: www.eng.md.spb.ru)

Morte! Dov’è il tuo pungiglione?

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L’assenza di Dio, l’uomo e il nulla, il mondo come male oscuro e incomprensibile. Nel 192° anniversario della nascita, Lyudmila Saraskina, critico letterario, risponde alle domande dei lettori di Russia Oggi sul genio della Letteratura Russa.

In che cosa consiste la visione peculiare che Dostoevskij aveva della religione?

Quale delle sue opere rivela più chiaramente il suo credo religioso?

La particolarità della visione religiosa di Dostoevskij è che la sua fede passò attraverso il grande crogiolo del dubbio. Le sue convinzioni religiose sono espresse chiaramente nel romanzo “I fratelli Karamazov”.

Vorrei conoscere la relazione di Dostoevskij con il cristianesimo.

Era ortodosso e sentiva un grande amore per Cristo.

Qual era il rapporto di Dostoevskij con il cattolicesimo? Nelle sue opere emerge un’attitudine critica nei confronti di questa dottrina.

Conobbe, durante il carcere, dei detenuti polacchi che erano cattolici. Il loro atteggiamento arrogante nei confronti del resto dei prigionieri ortodossi lo infastidiva.

Più tardi, scrisse parole molto critiche su Papa Pio IX.

Dostoevskij lesse i Padri della Chiesa? Fu in qualche modo influenzato da Giovanni Crisostomo? Certo che li lesse. Sia i Padri della Chiesa che Giovanni Crisostomo. Riguardo al teologo bizantino, lo citò più volte nelle sue opere, conosceva la sua Liturgia e citava la sua

“Omelia per la Pasqua”: “Morte! Dov’è il tuo pungiglione?”

http://it.rbth.com/cultura/2013/11/11/come_comprendere_lenigma_dostoevskij_27897