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il Grande Inquisitore

Messo alla porta

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Molti politici di oggi, sfruttando il caos dottrinale nella Chiesa, non trovano più difficoltà nel comportarsi come si comporta il Grande Inquisitore di Dostoevskij. Non comprendendo il dono divino della libertà che viene dalla verità, il vecchio cardinale di Siviglia rinchiude Cristo in prigione. Ben presto però, travagliato dalla presenza della Parola che inquieta la sua coscienza al punto da costringerlo a giustificarsi davanti a se stesso, La espelle dalla società.
www.ilfoglio.it

PASSEROTTI

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Ecco perché torno a Dostoevskij e al suo discorso del Grande Inquisitore – per illuminare i confusi che voteranno ancora a destra, a sinistra e anche al centro!

“Ma il gregge si riformerà, starà in obbedienza e questo sarà per sempre. Così daremo loro una felicità dolce e umile, una felicità adatta a delle creature delicate come loro”

Il Grande Inquisitore continua su un tono ludico e divertente: “li persuaderemo, infine, a non inorgoglirsi, poiché sei tu, elevandoli, che lo hai insegnato loro; proveremo loro che sono deboli, che sono bambini pietosi, ma che la felicità puerile è la più dilettevole. Diventeranno timidi, non ci perderanno di vista e si stringeranno a noi con timore, come una tenera nidiata sotto le ali della madre”.

(Nicolas Bonnal, www.dedefensa.org)

Fuga dalla libertà

… Il Grande Inquisitore è un rassicuratore, che vuole essere amico di tutti. Per questo, la sua morale è una sola, quella del volgo. Tanto gli Inquisitori quanto i loro sudditi vi si devono piegare. La differenza è solo questa: i primi sono sofferenti e i secondi felici. Sofferenti perché consapevoli, felici perché ignari.
Gustavo Zagrebelsky
(La Repubblica.it 14.01.2011)

Fuga dalla libertà Dostoevskij, le seduzioni del Grande Inquisitore

 

A giudicare non solo dalla quantità, ma anche dalla qualità delle citazioni, delle sue interpretazioni letterarie, teatrali e cinematografiche, la forza attrattiva della Leggenda del Grande Inquisitore contenuta ne I fratelli Karamazov di Fëdor Dostoevskij, a distanza ormai di quasi un secolo e mezzo, non è diminuita. Anzi, è crescente. E la ragione determinante è la forza con la quale essa solleva dal fondo questioni che sempre si rinnovano col volgere delle epoche e non si possono eludere…

(GUSTAVO ZAGREBELSKY)

http://www.ricercarepubblica.it

Solitudine e nudità

Dostoevskij compone opere polifoniche in cui la tragedia e la colpa assumono la forma del romanzo. Nella sesquipedale opera I fratelli Karamazov il tema del rapporto con Dio raggiunge il culmine e si esplica magnificamente nell’episodio del Grande Inquisitore, che rappresenta il nucleo di quel romanzo. Inviterei a leggere e rileggere quella pagina del Grande Inquisitore, recitata da Ivan dinanzi all’accorata stupefazione di Alesa. Vi sembrerà scritta oggi, scritta per noi e da noi, vi farà rabbrividire nella vostra nudità, solitudine e finitudine.

(Giuseppe Cetorelli – www.ilquorum.it)