Ma è così?

«Ti avevamo avvertito» gli dice «avvertimenti e consigli non ti erano mancati, ma tu non li ascoltasti, tu rinnegasti l’unica via per la quale si poteva rendere felici gli uomini; ma, per fortuna, andandotene, affidasti a noi la cosa.»

(La leggenda del grande inquisitore, F. Dostoevskij)

Per l’inquisitore la libertà è un peso eccessivo, perciò gli uomini non la vogliono. Gli esseri umani desiderano una felicità che sia facile e comoda da raggiungere. Invece, Gesù, secondo l’inquisitore, ha immaginato qualcosa di troppo proponendo un’illusione possibile solo ai pochi eletti.

Berlino dicembre 2016

(Lanfranco Pace) Volevo fare un passo indietro perché la “Leggenda del Grande Inquisitore” non è che capiti così per caso, parte da una contestazione di Dio. Ivan chiede al fratello Alësa se gli paia armonico e divino questo progetto in cui ci sono sofferenze, lacrime e morti e il dolore degli innocenti, che poi è la critica classica degli atei e degli agnostici alla teoria del disegno divino creatore.

Dittatura!

“… il potere è un fine, non un mezzo. Non si instaura una dittatura al fine di salvaguardare una rivoluzione: si fa la rivoluzione proprio per instaurare la dittatura. Il fine della persecuzione è la persecuzione, il fine della tortura è la tortura, il fine del potere è il potere”

(George Orwell: 1984. Oscar Mondadori 2007 pag. 270 – 271.)