Biglietto d’ingresso

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… la conclusione è chiara: Ivàn – come lo saranno, quasi un secolo dopo, gli esistenzialisti – è profondamente convinto che il mondo sia assurdo; e – proprio come gli esistenzialisti – si ribella ad un Dio che permette questa assurdità, che tollera le mostruose crudeltà di cui l’uomo è capace di macchiarsi contro i propri simili (cfr. il nostro precedente saggio «Albert Camus: l’uomo in rivolta», anch’esso consultabile sul sito di Arianna Editrice).

Questo è il motivo per cui Ivàn, per adoperare la sua espressione, «restituisce il biglietto d’ingresso» nel mondo di Dio e preferisce strappare a Dio la creazione dalle mani,  per dargli un ordine diverso e migliore.

Questo è ciò che fa il Grande Inquisitore: ritenendo troppo imperfetta la creazione divina, egli vuole rifarla in maniera più acconcia alle esigenze dell’uomo medio, dell’uomo-massa, che ha fame e sete non di verità e di amore illimitato, ma di stabilità, di sicurezza, di certezze che siano alla sua portata: semplici e terra terra.

(Romano Guardini, «Il mondo religioso di Dostojevskij» titolo originale: «Religiöse Gestalten in Dostojewskij Werk», traduzione italiana di Maria Luisa Rossi, Brescia, Morcelliana Eitrice, 1951, pp. 118-124 passim)

Attenti alla regola!

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… così dice Tatjana Kasatkina: “ L’Inquisitore, difende una tentazione che esiste da sempre, quella di consegnarci alle regole e di rivendicarne la

validità per tutti. Chi le rispetta fa la cosa giusta ed è buono, chi non le rispetta è cattivo. Per lottare contro i cattivi che non mettono in pratica le regole, abbiamo tentato di creare paradisi umani che sono diventati degli inferni. Il grande inquisitore ci mostra con rigorosa coerenza non solo tutti i punti deboli della natura umana, ma anche dove porta la strada della nostra tentazione…”

(Maddalena Negri, da La grande lezione dell'Inquisitore ai cristiani)

Sognare?

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“…invano il sognatore fruga, come nella cenere, nei suoi vecchi sogni, cercando in quella cenere una sia pur piccola scintilla per ravvivarle, e con il rinnovato fuoco riscaldare il cuore intirizzito e far risuscitare in esso tutto quanto vi era prima di così caro, che toccava l’anima, che faceva ribollire il sangue, che strappava le lacrime dagli occhi e con tanta magnificenza ingannava!”

(Le notti bianche, Fëdor Dostoevskij)

Lacrime di primavera

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Vi è qualcosa di indicibilmente commovente nella nostra natura pietroburghese quando, al sopraggiungere della primavera, essa all’improvviso rivela tutta la sua potenza, tutte le forze donatele dal cielo, si agghinda, si adorna di variopinti fiori..

Involontariamente mi richiama alla mente l’immagine di una fanciulla languida e malaticcia che voi guardate a volte con compassione, a volte pietosa tenerezza, e a volte poi semplicemente non notate, ma che a un tratto, in un batter d’occhio, diventa, in modo inspiegabile, indicibilmente bella e voi, colpito, inebriato, vi chiedete senza volerlo: quale forza ha fatto lampeggiare di un simile fuoco quegli occhi tristi e pensosi?

(Le notti bianche, Fëdor Dostoevskij)

14 luglio 2016

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(Andrej Rublëv – di Andrej Tarkovskij)

Per Dostoevskij il male trova la sua origine all’interno dell’individuo, nel suo ambito interiore. Esso, il male, non può essere generato da condizioni esterne. Infatti, se la persona fosse determinata unicamente dai presupposti passivi creati dall’ambiente esterno e se per ciò non fosse responsabile, allora non ci sarebbe uomo e nemmeno Dio; la libertà sarebbe nulla ed il male ed il bene non esisterebbero.