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Curiosità sul film Il Grande Inquisitore

Servo o affamato?

 

… dalla famosa leggenda del Grande Inquisitore. Il contenuto è noto; basta richiamarlo brevemente. Cristo ricompare a Siviglia in piena controriforma. Il Grande Inquisitore lo va ad incontrare e gli rivolge un lungo discorso. In esso sostanzialmente rimprovera Cristo di aver dato all’uomo la libertà; di avergli dato la consapevolezza di essere una persona. Ma alla fine – pensa il grande Inquisitore – l’uomo fa volentieri senza della sua libertà: troppo rischiosa! Ed egli è disposto a cederla a chi gli assicura il pane.
Cosa che il Grande Inquisitore ha fatto, e gli uomini hanno seguito lui e non Cristo. L’uomo, in fondo, preferisce essere servo ma sazio, piuttosto che libero ma affamato …

(http://www.caffarra.it/relazione011005.php#sthash.Gf1lDOXD.dpuf)

Addio! a Franco Interlenghi

E’ morto questa mattina alle 11.30 nella sua casa romana di Ponte Milvio, a 83 anni, Franco Interlenghi. L’attore nato a Roma nel 1931, straordinario protagonista quindicenne di Sciuscià di Vittorio De Sica, e poi della stagione del Neorealismo, fu diretto da Antonioni e Fellini al cinema, e a teatro da Luchino Visconti. Ne dà notizia la figlia Antonellina.

Tra i suoi film più celebri vanno ricordati I vinti di Michelangelo Antonioni (1953), I vitelloni di Federico Fellini (1953) e Giovani mariti di Mauro Bolognini (1958). In teatro fu protagonista in Morte di un commesso viaggiatore per la regia di Luchino Visconti.

La sua carriera cinematografica era poi proseguita fino a pochi anni: pur senza più interpretare ruoli di primissimo piano, Interlenghi aveva con Giuseppe Tornatore (Il camorrista), Michael Placido (Pummaro’,  Le amiche del cuore e Romanzo criminale) , Tonino Cervi (L’Avaro)e Fausto Brizzi (Notte prima degli esami – Oggi).

Nel 1955 ha sposato l’attrice Antonella Lualdi. Dal loro matrimonio sono nate due figlie: Stella ed Antonellina Interlenghi, entrambe attrici.

Franco Interlenghi

… e le stelle !

“Era una notte incantevole, una di quelle notti che succedono solo se si è giovani, gentile lettore. Il cielo era stellato, sfavillante, tanto che, dopo averlo contemplato, ci si chiedeva involontariamente se sotto un cielo simile potessero vivere uomini irascibili e irosi. Parlando di vari signori irascibili e irosi, non posso non ricordare il mio comportamento durante tutto quel giorno.”

(Le notti bianche – Fedor Dostoevskij)

Dostoevskij e la pittura

In molte delle opere di Fëdor Dostoevskij (1821-1881) si trovano dei riferimenti ad opere d’arte.

Per esempio, ricordiamo che nel romanzo I demoni (1871) sono frequenti i richiami alla magnifica Madonna Sistina (1513-1514 circa) di Raffaello.

dipinto-di-Hans-Holbein

 

 

 

 

 

 

In un altro capolavoro del grande scrittore russo, L’idiota (1869), troviamo invece due accenni all’impressionante dipinto di Hans Holbein il Giovane, Il corpo di Cristo morto nella tomba.

http://freemaninrealworld.altervista.org/dostoevskij-ed-il-cristo-morto-di-holbein/