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I fratelli Karamazov

Fine del mondo

“Secondo me, non c’è nulla da distruggere, fuorché l’idea di Dio nell’umanità; ecco di dove occorre cominciare! È di qui, di qui che si deve partire, o ciechi, che non capite nulla! Una volta che l’umanità intera abbia rinnegato Dio (e io credo che tale epoca, a somiglianza delle epoche geologiche, verrà un giorno), tutta la vecchia concezione cadrà da sé, senza bisogno di antropofagia, e soprattutto cadrà la vecchia morale, e tutto si rinnoverà. Gli uomini si uniranno per prendere alla vita tutto ciò che essa può dare, ma unicamente per la gioia e la felicità di questo mondo. L’uomo si esalterà in un orgoglio divino, titanico, e apparirà l’uomo-dio. Trionfando senza posa e senza limiti della natura, mercé la sua volontà e la sua scienza, l’uomo per ciò solo proverà ad ogni istante un godimento cosí alto da tenere per lui il posto di tutte le vecchie speranze di gioie celesti. Ognuno saprà di essere per intero mortale, senza resurrezione possibile, e accoglierà la morte con tranquilla fierezza, come un dio. Per fierezza comprenderà di non dover mormorare perché la vita è solo un attimo, e amerà il fratello suo senza ricompensa. L’amore non riempirà che un attimo di vita, ma la stessa consapevolezza di questa sua fugacità ne rinforzerà altrettanto l’ardore quanto prima esso si disperdeva nelle speranze di un amore d’oltre tomba e infinito…”, e via di questo passo. Delizioso!”

(I fratelli Karamazov, F. Dostoevskij)

Cinema e Dostoevskij

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I fratelli Karamazov

Un film di Petr Zelenka.

Con Ivan Trojan, Igor Chmela, Martin Mysicka, David Novotný, Radek Holub.

Titolo originale Karamazovi. Drammatico, durata 110 min.

Repubblica ceca 2008.

Data uscita al cinema: 27/03/2014.

Un gruppo di attori si ritrova in una fabbrica abbandonata per effettuare le prove di uno spettacolo: l’adattamento teatrale de I fratelli Karamazov; di Fëdor Dostoevskij, che andrà in concorso a un festival di teatro alternativo. Le prove hanno inizio: al crescendo emotivo dei personaggi si affiancano questioni come la fede, l’immortalità e la salvezza dell’anima, ma anche e soprattutto il dipanarsi dei rapporti all’interno della troupe stessa, che vanno a riflettere i grandi temi dell’opera di Dostoevskij.

Finzione e realtà finiscono col sovrapporsi, e il dramma scivola via dalla carta al mondo reale. Un film straordinario che metterà a confronto il cuore, l’anima e la mente…

Le circostanze

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Sappiamo che Dostoevskij ebbe una vita rocambolesca e inquieta, segnata da alcuni fatti e circostanze che si radicarono fortemente nella sua coscienza e che furono il combustibile di tutte le sue opere.

Basti ricordare l’epilessia che lo accompagnò per tutta la vita (descritta dettagliatamente ne L’Idiota, e ne I fratelli Karamazov; il vizio del gioco alla roulette e i conseguenti perenni debiti; la finta esecuzione nella fortezza di Pietro e Paolo a Pietroburgo; la condanna ai lavori forzati in Siberia; l’incontro con la moglie di un decabrista che gli regalò un volume del Vangelo; la conseguenza scoperta ed esaltazione della figura di Cristo; l’incontro con i delinquenti comuni e la scoperta della loro umanità indipendentemente dai delitti compiuti.

(Dianella Bardelli www.lankelot.eu)

Morte! Dov’è il tuo pungiglione?

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L’assenza di Dio, l’uomo e il nulla, il mondo come male oscuro e incomprensibile. Nel 192° anniversario della nascita, Lyudmila Saraskina, critico letterario, risponde alle domande dei lettori di Russia Oggi sul genio della Letteratura Russa.

In che cosa consiste la visione peculiare che Dostoevskij aveva della religione?

Quale delle sue opere rivela più chiaramente il suo credo religioso?

La particolarità della visione religiosa di Dostoevskij è che la sua fede passò attraverso il grande crogiolo del dubbio. Le sue convinzioni religiose sono espresse chiaramente nel romanzo “I fratelli Karamazov”.

Vorrei conoscere la relazione di Dostoevskij con il cristianesimo.

Era ortodosso e sentiva un grande amore per Cristo.

Qual era il rapporto di Dostoevskij con il cattolicesimo? Nelle sue opere emerge un’attitudine critica nei confronti di questa dottrina.

Conobbe, durante il carcere, dei detenuti polacchi che erano cattolici. Il loro atteggiamento arrogante nei confronti del resto dei prigionieri ortodossi lo infastidiva.

Più tardi, scrisse parole molto critiche su Papa Pio IX.

Dostoevskij lesse i Padri della Chiesa? Fu in qualche modo influenzato da Giovanni Crisostomo? Certo che li lesse. Sia i Padri della Chiesa che Giovanni Crisostomo. Riguardo al teologo bizantino, lo citò più volte nelle sue opere, conosceva la sua Liturgia e citava la sua

“Omelia per la Pasqua”: “Morte! Dov’è il tuo pungiglione?”

http://it.rbth.com/cultura/2013/11/11/come_comprendere_lenigma_dostoevskij_27897

Solitudine e nudità

Dostoevskij compone opere polifoniche in cui la tragedia e la colpa assumono la forma del romanzo. Nella sesquipedale opera I fratelli Karamazov il tema del rapporto con Dio raggiunge il culmine e si esplica magnificamente nell’episodio del Grande Inquisitore, che rappresenta il nucleo di quel romanzo. Inviterei a leggere e rileggere quella pagina del Grande Inquisitore, recitata da Ivan dinanzi all’accorata stupefazione di Alesa. Vi sembrerà scritta oggi, scritta per noi e da noi, vi farà rabbrividire nella vostra nudità, solitudine e finitudine.

(Giuseppe Cetorelli – www.ilquorum.it)