… per una realtà cattiva che provoca il destino di noi tutti. “ Una crisi – dice Hannah Arendt – ci costringe a tornare alle domande; esige da noi risposte nuove o vecchie, purché scaturite da un esame diretto; e si trasforma in una catastrofe solo quando noi cerchiamo di farvi fronte con giudizi preconcetti, ossia pregiudizi, aggravando così la crisi e per di più rinunciando a vivere quell’esperienza della realtà, a utilizzare quell’occasione per riflettere, che la crisi stessa costituisce.”
(H. Arendt, Tra passato e futuro, Garzanti, Milano, 1991)
Si dice che sul letto di morte Romano Guardini si sia rivolto ad un amico: “Nel giorno del giudizio, certo, risponderò alle domande che Dio mi rivolgerà ma io stesso gli porrò domande: Perché la sofferenza degli innocenti?”.
… L’epoca attuale è l’epoca dell’aurea mediocrità e dell’insensibilità, dell’amore dell’ignoranza, della pigrizia, dell’inettitudine all’azione e della pretesa di trovare tutto pronto… (F. Dostoevskiy)
… Forse io mi credo un uomo intelligente proprio e solo per questa ragione, che in tutta la vita non m’è mai riuscito di portare a termine nulla… (F. Dostoevskiy)
Nell’elenco delle stravaganti abitudini culinarie di Dostoevskij figura anche quella di fare colazione con della vodka di grano (un tipo di vodka distillata in casa a base di lievito di cereali, diffusa nel XIX
secolo). Mikhail Aleksandrovich Aleksandrov, un contemporaneo dello scrittore, descrive così il rituale mattutino di Dostoevskij: “Una volta, arrivai a casa di Fedor Mikhailovich mentre faceva colazione e vidi che beveva solo della vodka di grano: dopo aver addentato un pezzo di pane nero ne bevve un sorso e li consumò insieme. Dostoevskij era solito ripetere che quello era il modo più salutare di bere la vodka.
Il terrorismo è un fenomeno soprattutto, per quanto riguarda l’Occidente, moderno. Come i totalitarismi, come il nichilismo. Uno dei primi a descriverlo è Dostoevskij, nel suo I demoni. I demoni sono, per l’autore russo, l’incarnazione del principio: “Se Dio non esiste, tutto è permesso“. I primi terroristi sono i “demoni” anarco-socialisti: facevano attentati per uccidere, non solo i nemici, ma chiunque fosse il malcapitato. Tra loro Michail Aleksandrovic Bakunin e il suo allievo Necaev.
Scriveva Glucksmann Andre’ sul Corriere della Sera del 15 dicembre 2004: Credo sia questa la filosofia del terrorismo: il nichilismo. Che cos’ è il nichilismo? Sintetizzando al massimo, si può dire che con il nichilismo tutto è permesso. Abbiamo il diritto, ci prendiamo il diritto di uccidere dei civili, di uccidere dei bambini, di uccidere dei passanti, di uccidere chiunque. Tutto è permesso. È questo il motto, il leitmotiv del nichilismo. Questo ci insegna molto. Dire che l’ essenza del terrorismo è il nichilismo … significa che non si può ricondurre il terrorismo a un fanatismo religioso. Equivale a dire che è qualcosa che va al di là, che travalica una guerra di religione. Quando ci ostiniamo a sostenere che non attacchiamo l’ Islam, bensì l’ islamismo, due sono le implicazioni. Che il terrorismo, da un lato, è qualcosa di più esteso e, d’ altro lato, che è qualcosa di più circoscritto. È qualcosa di più esteso in quanto fra terroristi religiosi, terroristi atei, terroristi cinici, terroristi gangster, vi sono fenomeni di alleanza …