Corruzione e progresso

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«Ciò forse cominciò innocentemente, per scherzo, per civetteria, per un gioco d’amore, forse, veramente, da un atomo, ma questo atomo di menzogna penetrò nei loro cuori e piacque loro. Poi rapidamente questo generò la sensualità, la sensualità generò la gelosia, la gelosia generò la crudeltà…Oh, non so, non ricordo, ma presto, molto presto sprizzò il primo sangue: essi si meravigliarono e si spaventarono e cominciarono a separarsi, a disunirsi.

Nacquero le alleanze, ma ormai degli uni contro gli altri. Cominciarono i rimproveri, le rampogne. Essi scoprirono la vergogna e la elevarono a virtù. […]

Essi cominciarono a tormentare gli animali e gli animali fuggirono nei boschi e divennero loro nemici. Cominciò la lotta per la divisione, per la separazione, per il mio, per il tuo. Cominciarono a parlare in lingue diverse. Essi scoprirono il dolore e presero ad amarlo, erano assetati di sofferenza e dicevano che la verità si raggiunge soltanto attraverso la sofferenza. Allora tra loro apparve la scienza. Quando essi furono diventati cattivi cominciarono a parlare di fratellanza e solidarietà.

Quando furono diventati colpevoli inventarono la giustizia e prescrissero interi codici per difenderla, e per osservare i codici installarono la ghigliottina […]»

(“Il sogno di un uomo ridicolo” F. Dostoevskij)

Leopardi e Dostoevskij

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… In Leopardi il dolore non nasce solo dalla fine delle illusioni. Il dolore ha una radice religiosa: l’uomo cerca disperatamente un suo partner che non può che essere fuori dal mondo mutevole.” «S’avessi io l’ale»

… Dostoevskij è certamente un grande scrittore, ma è anche un profeta nel senso che svela l’uomo a se stesso, ne scandaglia le pieghe nascoste, ne rivela la grandezza e la miseria, ne proclama la missione, ne narra la drammaticità delle scelte.

(Divo Barsotti www.notedipastoralegiovanile.it)

Alcool

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… Anna G. Dostoevskaja racconta nelle sue memorie, pubblicate in Italia da Bompiani con il titolo Dostoevskij mio marito, come il grande narratore russo non potesse permettersi di bere neanche un bicchiere di vino per l’effetto nocivo che gli alcolici avevano su di lui: le crisi epilettiche di cui lo scrittore soffrì sempre, si manifestarono davanti alla giovane moglie proprio nelle prime settimane di matrimonio, quando i novelli sposi, invitati dai vari parenti, venivano festeggiati con vino e champagne…

(Casa museo di Dostoevskij: www.eng.md.spb.ru)

Buona Pasqua

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Si corre, si strepita, si picchia, ci si affretta per la felicità, dicono, dell’umanità!

“Nell’umanità tutto è strepito e industria, manca la pace spirituale” si lamenta un pensatore che vive in ritiro.

“Sia pure, ma il clangore dei carri che portano il pane all’umanità che muore di fame è meglio della pace spirituale” gli risponde vittorioso un altro pensatore, gran viaggiatore allontanandosi da lui con aria di superiorità.

Io, abominevole Lebedev, non credo ai carri che portano il pane all’umanità! Perché i carri che portano il pane a tutta l’umanità, se non sono guidati da una forza morale possono impietosamente escludere dal godimento del loro carico gran parte dell’umanità, come è già accaduto.

(Fëdor Michajlovic Dostoevskij)

(www.pensieriparole.it)

Morte! Dov’è il tuo pungiglione?

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L’assenza di Dio, l’uomo e il nulla, il mondo come male oscuro e incomprensibile. Nel 192° anniversario della nascita, Lyudmila Saraskina, critico letterario, risponde alle domande dei lettori di Russia Oggi sul genio della Letteratura Russa.

In che cosa consiste la visione peculiare che Dostoevskij aveva della religione?

Quale delle sue opere rivela più chiaramente il suo credo religioso?

La particolarità della visione religiosa di Dostoevskij è che la sua fede passò attraverso il grande crogiolo del dubbio. Le sue convinzioni religiose sono espresse chiaramente nel romanzo “I fratelli Karamazov”.

Vorrei conoscere la relazione di Dostoevskij con il cristianesimo.

Era ortodosso e sentiva un grande amore per Cristo.

Qual era il rapporto di Dostoevskij con il cattolicesimo? Nelle sue opere emerge un’attitudine critica nei confronti di questa dottrina.

Conobbe, durante il carcere, dei detenuti polacchi che erano cattolici. Il loro atteggiamento arrogante nei confronti del resto dei prigionieri ortodossi lo infastidiva.

Più tardi, scrisse parole molto critiche su Papa Pio IX.

Dostoevskij lesse i Padri della Chiesa? Fu in qualche modo influenzato da Giovanni Crisostomo? Certo che li lesse. Sia i Padri della Chiesa che Giovanni Crisostomo. Riguardo al teologo bizantino, lo citò più volte nelle sue opere, conosceva la sua Liturgia e citava la sua

“Omelia per la Pasqua”: “Morte! Dov’è il tuo pungiglione?”

http://it.rbth.com/cultura/2013/11/11/come_comprendere_lenigma_dostoevskij_27897