
E’ morto Gabriele Ferzetti, uno degli interpreti più amati del cinema e del teatro italiano.
Era nato a Roma il 17 marzo 1925

… Dostoevskij aveva trascorso quattro anni della sua vita ai lavori forzati e anche lui era riuscito a trasformare questa dolorosa esperienza in una sfida ai confini della sua umanità, in qualcosa, insomma, di opposto alla sconfitta.
… interrogata su come una situazione di crisi possa portare un uomo alla liberazione, la Kasatkina ha affermato che “la crisi oltre ad essere un posto stretto e per ciò stesso scomodo, è anche un passaggio tra una esperienza dalla quale usciamo e una esperienza che deve ancora venire; tra un nostro modo di essere precedente e un modo si essere successivo”, cui approdiamo con una coscienza nuova, con una più meditata consapevolezza, con una maturità prima sconosciuta. “La crisi è una possibilità – per noi abituati a una quotidianità piena di agio – che ci permette di confrontarci con noi stessi, di sentire noi stessi in tutta la nostra profondità. Il non riuscire a stare stretti in una misura. Questo è «crisi»”.
(http://www.europaoggi.it/content/view/2517/142)

Dostoevskij raffigura le forme molteplici del nichilismo del nostro tempo, ne indaga le ragioni storiche e colloca le sue vicende in un ampio orizzonte metafisico, senza togliere per questo concretezza ai destini dei suoi personaggi. Il problema del cristianesimo e del socialismo, della tradizione e della rivoluzione, della Russia e dell’Europa trovano nell’opera dostoevskiana una illuminazione problematica e drammatica senza pari.
Per questo Dostoevskij é forse il più attuale degli scrittori russi ed europei dell’Ottocento e anche del Novecento, ed é destinato a restare tale anche in questo secolo.
(http://www.ilsudest.it/cultura-menu/55-cultura/6190-attualita-di-dostoevskij.html)

… anche il grande Inquisitore che nell’invenzione di Dostoevskij ha fatto arrestare il Cristo tornato sulla terra tra l’umanità degradata della Spagna del ‘600, cosparsa di roghi di eretici: “Perché sei venuto a disturbarci?” esclama l’Inquisitore, il novantenne, saggio cardinale di Siviglia, davanti al Cristo in catene e silenzioso. E continua a rimproverarlo: Stai rovinando tutto. Noi stiamo correggendo l’opera tua, perché hai chiesto troppo agli uomini dando loro la libertà, ma essa è intollerabile per la natura umana. E’ un peso troppo grande …
(Vincenzo Passerini) www.ilmargine.it