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Curiosità sul film Il Grande Inquisitore

La realtà

… “Dostoevskij ci insegna, con i suoi romanzi, a guardare innanzitutto alla nostra vita”, ad accettare senza riserve le sfide che il destino ci propone. Tat’jana Kasatkina sostiene che i libri dei più grandi scrittori ci parlano personalmente, così come Dio sembra parlare ininterrottamente all’uomo attraverso gli elementi della creazione e gli avvenimenti della vita. “È stupefacente”, ha affermato la studiosa, “che l’uomo si possa sentire solo nel mondo, perché per farlo deve tapparsi gli occhi e le orecchie rispetto a quello che lo circonda ed essere molto disattento rispetto al proprio destino …

( Simone Arseni ) http://www.europaoggi.it/content/view/2517/142

Morto a 91 anni il filosofo René Girard

.. «I Demoni di Dostoevskij. Poi, Alla ricerca del tempo perduto di Proust». Fu una risposta senza esitazioni, ma tanto più indimenticabile per la dolcezza di voce e di sguardo con cui René Girard la pronunciò, nel suo piccolo appartamento parigino a due passi dalla Tour Eiffel, davanti a un cronista che ci mise un bel po’ a decifrare come fosse possibile che un simile monumento delle scienze umane occidentali, al termine di un’intervista, potesse rispondere con tanta naturalezza a una domanda che avrebbe fatto ridere o al contrario indisposto tanti altri: «Perdoni la facezia. Ma quali romanzi porterebbe assolutamente su un’isola deserta?»…

(http://www.avvenire.it/Cultura/Pagine/morto-filosofo-Ren%C3%A9-Girard.aspx)

Solamente 1/20

«Vedete: la ragione, signori, è una bella cosa, non se ne discute, ma la ragione è soltanto ragione e soddisfa soltanto la facoltà raziocinativa dell’uomo, mentre la volontà è la manifestazione della vita intera, ossia di tutta la vita dell’uomo, ragione e sue prurigini comprese. E sebbene la nostra vita, in tale manifestazione, risulti spesso essere molto misera cosa, ma è però sempre la vita, e non già solamente un’estrazione di radice quadrata. Ed è per esempio del tutto naturale che io voglia vivere soddisfacendo a tutte le mia facoltà vitali e non alla sola facoltà raziocinativa, ossia alla ventesima forse parte sull’intera somma delle mie facoltà vitali. Che cosa sa la ragione? La ragione sa soltanto quello che le è riuscito di conoscere (e magari certe cose non le conoscerà mai […]), mentre la natura umana agisce tutta intera»

(F. M. Dostoevskij, Ricordi dal sottosuolo, Bur, Milano 1984, pp. 48-49)

Chi legge Dostoevskij?

 

“… Come dice Hermann Hess, il vero lettore di Dostoevskij non è colui che legge per passatempo, ma colui che ha sofferto: “dobbiamo leggere Dostoevskij quando ci sentiamo a terra, quando abbiamo sofferto sino ai limiti del tollerabile e tutta la vita ci duole come un’unica piaga bruciante e cocente, quando respiriamo la disperazione e siamo morti di mille morti sconsolate. Allora, nel momento in cui, soli e paralizzati in mezzo allo squallore, volgiamo lo sguardo alla vita e non la comprendiamo nella sua splendida, selvaggia crudeltà e non ne vogliamo più sapere, allora, ecco, siamo maturi per la musica di questo terribile e magnifico poeta.”

(di MARIAPIA METALLO – http://www.ilsudest.it/cultura-menu/55-cultura/6190-attualita-di-dostoevskij.html)