Festa da ballo

In una pagina del Diario di uno scrittore Dostoevskij racconta di una festa da ballo, una cosa mediocre e triste come tante feste. E allora gli balza in testa “un pensiero fantastico, folle all’impossibile”:

… Se tutti questi gentili e rispettabili ospiti volessero, anche soltanto per un istante, diventare sinceri e ingenui, in che cosa si trasformerebbe d’un colpo questa sala afosa?

Che accadrebbe se ciascuno di loro a un tratto venisse a sapere quanta lealtà, onestà, quanta sincera e cordiale allegria, quanta purezza, quanti sentimenti generosi, quante buone intenzioni ed intelligenza, quanto spirito del più fine, del più comunicativo c’è in ognuno, proprio in ognuno di loro. Sì signori, tutto questo c’è in tutti voi, ben chiuso in ciascuno e nessuno, nessuno ne sa nulla […]. Voi non credete di essere tanto belli? E io vi dico sulla mia parola d’onore che né in Shakespeare, né in Schiller, né in Omero, se si mettessero tutti insieme, si potrebbe trovare nulla di tanto delizioso come qui, in questo momento, si potrebbe trovare tra voi, in questa sala da ballo […]. Ma la vostra disgrazia è che voi stessi ignorate quanto siete belli. Non sapete che ognuno di voi se lo volesse potrebbe rendere felici tutti in questa sala e trascinare tutti con sé e questo potere esiste in ognuno di voi, ma così profondamente nascosto che già da molto tempo ha cominciato a sembrare inverosimile …

(Vincenzo Passerini)

Torre di Babele

… L’ideale della” torre di Babele” propone di “far scendere i cieli sulla terra”, al fine di creare un nuovo paradiso, nato esclusivamente dalle mani dell’uomo; un paradiso “materiale”, fatto di benessere, felicità (utopia liberal-capitalista) e di uguaglianza (utopia socialista), ma dove sarà inevitabilmente assente la libertà. Dostoevskij stesso aveva creduto nel potere liberatorio della rivoluzione e come membro del circolo socialista di Petrasevskij era stato arrestato e condannato a morte, pena che in seguito fu commutata con quattro anni di lavori forzati. Ma quando si accinge a scrivere I demoni ha già in mente il prototipo del rivoluzionario…

(http://www.orthodoxia.it/theodoros/teol_dostoevskij.php)

L’occhio e il segno

… Il saggio non si limita dunque ad analizzare i numerosi riferimenti a singoli quadri o immagini presenti nell’intera opera di Dostoevskij, ma mostra come il legame dell’arte con lo scrittore, che studiò da ingegnere e si interessò di architettura, sia ben più profondo, e costituisca una relazione biunivoca, dall’immagine al testo e viceversa…

Dostoevskij: l’occhio e il segno – C. Olivieri

Dostoevskij: l’occhio e il segno Rubbettino, Catanzaro 2003

(Recensione di Giulietta Greppi)

eSamizdat 2004 (II) 3, pp. 256-257

Misericordia

… Giovane, non dimenticare la preghiera. In essa, se è sincera, fa capolino ogni volta un nuovo sentimento, e in questo anche un nuovo pensiero, che tu prima ignoravi e che ti riconforterà; e tu comprenderai che la preghiera è un’educazione.

Ricordati ancora di ripetere in te tutti i giorni, e ogni qual volta puoi: Signore abbi pietà di quanti sono oggi comparsi dinnanzi a Te. Perché ad ogni ora, ad ogni istante migliaia di uomini terminano la loro vita su questa terra e le anime loro si presentano al Signore, e quanti di essi lasciano la terra solitariamente, all’insaputa di tutti, nella tristezza e nell’angoscia, perché nessuno li piange e nemmeno sa se abbiano vissuto o no!

Ora può darsi che dall’estremo opposto della terra si innalzi al Signore la tua preghiera per la pace di un altro, benché tu non abbia conosciuto affatto lui, né lui te. Come si intenerirà la sua anima, quando, comparsa trepidante dinnanzi al Signore, sentirà in quell’attimo che c’è chi prega per lei, che è rimasto sulla terra un essere umano che ama lei pure.

E Dio vi guarderà entrambi più benignamente; se tu stesso infatti hai avuto tanta pietà dell’altro, quanta più ne avrà Egli, che di misericordia e di amore ne ha infinitamente più di te? E gli perdonerà in grazia tua.

Fëdor Michajlovic Dostoevskij dal libro “I fratelli Karamazov”

Smarriti?

… Attraverso la lettura di Dostoevskij, che universo conosciamo? Come possiamo definire il mondo di Dostoevskij? Come lo conosciamo attraverso i romanzi? Non dimentichiamo che Dostoevskij è anzitutto un romanziere: ha scritto anche dei saggi di carattere politico, ma prima di tutto è un grande, il più grande romanziere dell’Ottocento e forse di tutti i tempi. Ci troviamo di fronte un universo enorme, smisurato, addirittura eccessivo. È un’eccessività, una grandezza, qualche cosa che ci sfugge, che non possiamo dominare. Ci sono grandi, grandissimi scrittori, come Tolstoj, Balzac, Dickens, scrittori ottocenteschi straordinari; tuttavia, essi hanno creato degli universi che noi percorriamo con più sicurezza.

In Dostoevskij invece ci smarriamo …

(Vittorio Strada, Scrittore)