Dio è lontano

… Dostoevskij tenta di tracciare una genesi dell’ateismo, evidenziando così, da parte dell’uomo, un processo di impadronimento degli attributi divini tale da aprire la strada alla concezione di un Dio assolutamente lontano, estraneo e talora invadente. E’ questa l’immagine di un uomo che, perduto il suo legame ontologico con Dio, è inconsapevolmente divenuto preda dei demoni (da qui il titolo del romanzo concepito da Dostoevskij come la più completa fenomenologia dell’ateismo) e che, come l’indemoniato di Gerasa, grida di fronte a Gesù: “Che c’è fra me e te, Gesù Figlio del Dio altissimo?” (Mc.5,7). L’uomo è, secondo Dostoevskij, innanzitutto una creatura “antinomica”, contraddittoria e irrazionale: la grandezza del cristianesimo consiste proprio nell’aver compreso a fondo questa fondamentale connotazione. Ciò significa che il cristianesimo non elimina questo carattere bensì lo evidenzia, anche se ciò suscita nell’uomo un profondo senso di angoscia, le cui radici affondano nella paura della libertà. Gli ideali che lo stesso uomo si crea offrono invece l’ancora di salvezza all’abisso della libertà: è questo il “regno della fantasia” a cui l’umanità volontariamente si sottomette. A questo proposito De Lubac esamina il problema dell’ateismo in Dostoevskij proprio a partire dalla sua articolazione in tre ideali: l’ideale dell’uomo-dio, l’ideale della “torre di Babele” e l’ideale del “palazzo di cristallo”…

(http://www.orthodoxia.it/theodoros/teol_dostoevskij.php)

Oroscopo: Scorpione

… è difficile “spiegare” lo Scorpione… Lo Scorpione si sente. Lo Scorpione nelle persone che incontriamo, lo Scorpione che è dentro di noi. A me pare di percepirlo come un terreno familiare. Era Scorpione mia madre, è Scorpione la mia Luna, sono Scorpione tante donne importanti della mia vita. Infatti nell’astrologia, come nel sogno, come nella psicanalisi, prevale il collegamento analogico. Quindi l’immagine della madre si estende alle altre donne della nostra vita. Forse non è una luna facile, ma ne vado orgogliosa. Ed essendo appunto difficile spiegare lo Scorpione cerchiamo di entrare nel suo mondo scegliendo una guida e la troviamo in F. Dostoevskij. Leggete un suo libro: ecco che entrate nel territorio del segno.

E già i titoli delle sue opere ce ne danno un’anticipazione: Memorie del sottosuolo, Delitto e castigo, Umiliati e offesi, I demoni…

Dostoevskij scende nella profondità dell’acqua torbida della palude con la capacità di toccare i punti più bui e inesplorati dell’animo umano, è come se ci conducesse per mano in quel labirinto in cui da soli non vorremmo entrare. L’oroscopo di Dostoveskij è caratterizzato dal Sole in Scorpione e da forti dissonanze che riguardano i pianeti governatori dello

Scorpione (Marte e Plutone) dissonanze che accentuano i tormenti e le lacerazioni interiori.

Quale libro scegliere come tipicamente scorpionico? Penso che possiate partire da qualunque suo romanzo.

(https://metropolisbologna.wordpress.com/tag/dostoevskij)

Scienza e Dostoevskij

 

La scienza del nostro secolo – scrive Dostoevskij- confuta tutto ciò che c’era nella precedente concezione. Ogni tuo desiderio, ogni tuo peccato è originato dalle tue esigenze naturali non soddisfatte, dunque bisogna soddisfarle. Una radicale confutazione del cristianesimo e della sua moralità. Cristo non conosceva la scienza.
Immancabile esigenza di una nuova moralità (giacché di solo pane non vivrà l’uomo)…
… La legge della necessità o la legge dell’amore?
Ma la legge della necessità non regge, il pane non vale tanto. Ma accettando la legge dell’amore verrete a Cristo. E proprio questa sarà, forse, la seconda venuta di Cristo. Ma intanto cosa deve sopportare l’umanità? Noi ci infatuammo e vagammo nel regno della fantasia, ma sappiate che tutto ciò accadrà o perlomeno comincerà ad accadere nel nostro tempo. Come cadranno i Bismarck. Tutto ci coglierà all’improvviso…

(L. Del Santo,( a cura di), Dostoevskij inedito. Quaderni e taccuini 1860-1881, Firenze, Vallecchi, 1980, pp.289-90)

Dostoevskij, un demone per mito …

 

Ma perche’ oggi c’ interessa tanto la figura dell’ autore di “Delitto e castigo”?

Titolo: Dostoevskij, un demone per mito

Strada: “Affascina la sua liberta’ spirituale”

Baldacci: “Un Dio lacerato” .

Ci si attende di trovare un dio e si tocca un uomo malato, povero, sempre sofferente…” scriveva nel 1908 Andre’ Gide, preparando con inimitabile tocco di grazia l’ incontro con l’ autore di “Delitto e castigo”. Il tempo, anziche’ allontanarlo, ha avvicinato alla sensibilita’ , al gusto moderni questo artista minato da una salute cagionevole, dal vizio del gioco, dagli eccessi d’ un temperamento unico e inimitabile. Tanto e’ vero che Dostoevskij da scrittore “mito” sta adesso diventando personaggio mitizzato in biografie e racconti anche fantastici….

(http://archiviostorico.corriere.it/1994/aprile/11/Dostoevskij_demone_per_mito_co_0_9404113395.shtml)

Dostoevskij Manicheo?

… di Dostoevskij si è ammirata e si ammira questa tensione, quasi manichea, di lotta tra il Bene e il Male; affascina l’apologo del Grande Inquisitore e la sua sottile e beffarda consapevolezza dei limiti dell’uomo:

«Ti giuro, l’uomo è stato creato più debole e più vile di quanto tu pensassi! Può forse eguagliarti in ciò che hai fatto? Stimandolo tanto, hai agito come se cessassi di averne compassione perché troppo hai preteso da lui, e chi ha fatto questo: Colui che l’amava più di se stesso!

Se lo avessi stimato di meno, avresti preteso anche meno da lui, perché più lieve sarebbe stato il suo fardello»; e ancora, nella stessa requisitoria di Ivan:

«Bramavi un amore libero e non il servile fervore di uno schiavo dinanzi al potente che l’atterrisce per sempre. Ma anche qui tu hai tenuto troppo in conto gli uomini poiché essi sono di certo degli schiavi»…

(http://www.avvenire.it/Cultura/Pagine/Dostoevskij-inutile-forza-degli-umili.aspx)

Quale Bellezza?

E’ la domanda che Dostoevskij, nel suo romanzo L’idiota, pone sulle labbra dell’ateo Ippolit al principe Myskin.

“E’ vero, principe, che voi diceste un giorno che il mondo lo salverà la ‘bellezza’?

Signori – gridò forte a tutti – il principe afferma che il mondo sarà salvato dalla bellezza…

Quale bellezza salverà il mondo?”.

Il principe non risponde alla domanda (come un giorno Gesù davanti a Pilato non aveva risposto che con la Sua presenza alla domanda

“Che cos’è la verità?”: Giovanni 19,38).

Sembrerebbe quasi che il silenzio di Myskin – che sta accanto con infinita compassione d’amore al giovane che sta morendo di tisi a diciotto anni – voglia dire che la bellezza che salva il mondo è l’amore che condivide il dolore …

(http://www.vieniavedere.it/bellezza.htm)