
Sì, l’uomo è largo, troppo largo. Vorrei che fosse più stretto. Quel che per la mente è vergogna, è bellezza e null’altro per il cuore.

Vorrei penetrare il suo segreto, vorrei che lei venisse da me e mi dicesse: Io ti amo, e se non è così, se questa follia non è pensabile, allora… allora che cosa desiderare? Forse so io stesso quel che desidero? Sono anch’io come sperduto: vorrei soltanto starle accanto, essere nella sua aura, nella sua luce, eternamente, per tutta la vita. Altro non so! Potrei forse allontanarmi da lei?

per Dostoevskij ?

Mattarella: «Ragazzi, partite da Dostoevskij»
…Letture inquiete e impegnative, spesso improntate alla voglia di educarsi su un registro da stoici. Letture tipiche di uno che coltiva il dubbio e sta ogni giorno in allarme, dominate dall’ansia di chi non cerca riparo in confortevoli «verità» ideologiche totali e non ha la presunzione che esista un’utopia migliore delle altre. Ciò che hanno fatto in tanti, nel Novecento, per giustificare il proprio abbraccio ai totalitarismi.
(Corriere della Sera 10.08.2015)