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Curiosità sul film Il Grande Inquisitore

Eterna domanda

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Le pagine di Dostoevskij danno vita ad una continua provocazione: l’autore parla di tutti noi, siamo noi coloro che hanno delegato la propria responsabilità agli altri poiché il peso della libertà è insopportabile. Le parole dell’Inquisitore risuonano quindi come la requisitoria di un anziano uomo di chiesa che ama Cristo e riconosce la debolezza degli uomini nel momento in cui non accettino di portare il peso della libertà, pur chiedendosi “che colpa hanno tutti gli altri, i deboli, se non hanno saputo sopportare quello che i forti hanno sopportato? Di che cosa è colpevole un’anima debole, se non ha la forza di accogliere doni così terribili?”.

(www.cattolicanews.it)

Sfera di cristallo

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“…Una volta che l’umanità intera abbia rinnegato Dio (e io credo che tale epoca, a somiglianza delle epoche geologiche, verrà un giorno), tutta la vecchia concezione cadrà da sé, senza bisogno di antropofagia, e soprattutto cadrà la vecchia morale, e tutto si rinnoverà. Gli uomini si uniranno per prendere alla vita tutto ciò che essa può dare, ma unicamente per la gioia e la felicità di questo mondo. L’uomo si esalterà in un orgoglio divino, titanico, e apparirà l’uomo-dio. Trionfando senza posa e senza limiti della natura, mercé la sua volontà e la sua scienza, l’uomo per ciò solo proverà ad ogni istante un godimento così alto da tenere per lui il posto di tutte le vecchie speranze di gioie celesti…”

(I fratelli Karamazov, F. Dostoevskij)

PASSEROTTI

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Ecco perché torno a Dostoevskij e al suo discorso del Grande Inquisitore – per illuminare i confusi che voteranno ancora a destra, a sinistra e anche al centro!

“Ma il gregge si riformerà, starà in obbedienza e questo sarà per sempre. Così daremo loro una felicità dolce e umile, una felicità adatta a delle creature delicate come loro”

Il Grande Inquisitore continua su un tono ludico e divertente: “li persuaderemo, infine, a non inorgoglirsi, poiché sei tu, elevandoli, che lo hai insegnato loro; proveremo loro che sono deboli, che sono bambini pietosi, ma che la felicità puerile è la più dilettevole. Diventeranno timidi, non ci perderanno di vista e si stringeranno a noi con timore, come una tenera nidiata sotto le ali della madre”.

(Nicolas Bonnal, www.dedefensa.org)