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Curiosità sul film Il Grande Inquisitore

Signore del creato

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La lezione di #Dostoevskij:

“il profano è fatto per l’uomo” … solo l’uomo è signore del creato e Dio non lo priva mai della sua libertà perché essa è ciò che lo rende simile a Lui. Il profano è esattamente il luogo che #Dio ha riservato all’uomo, ed egli può decidere se introdurvi il male oppure renderlo sacro lasciando spazio all’iniziativa divina. In questo modo si crea la profondità nella realtà, l’uomo accetta la sfida del proprio destino e l’infinito non è più qualcosa di impalpabile.

(Giovanni Naccarella intervista Tat’jana Kasatkina)

Duello

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Dostoevskij accoglie il compito filosofico di narrare il bene e il male. Acuto osservatore e pensatore, egli costruisce storie potenti che rivelano le profondità del cuore umano nel suo intimo incontro con il divino e il diabolico; e attraverso l’esplorazione artistica dei fenomeni del cuore della libertà, del male e della tentazione, egli pone domande destinate a rimanere oscure in Kant. In Dostoevskij la metafisica del bene e del male è commista a un intenso sentimento del divino e a un forte senso del diabolico;  e  il suo monumentale  affresco  delle  due  forze  che  regnano sul  mondo,  e  sul cuore dell’uomo, deriva da una creativa sintesi di Romanticismo, Cristianesimo e folclore russo: «La storia di Dostoevskij si svolge precisamente sul confine al di là del quale Kant rimane a guardare».

(Giulia Baselica, Dostoevskij, Kant e la filosofia del cuore)

Teodicea*

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Non vi è affanno più tormentoso e continuo per l’uomo, rimasto libero, che il ricercare al più presto qualcuno da venerare. Ma l’uomo ricerca qualcosa che sia già inconfutabile, tanto inconfutabile che tutti gli essere acconsentano unanimemente e universalmente a venerare. Perché la preoccupazione di questi miseri esseri non è soltanto quella di trovare qualcosa che possa essere venerata dall’uno o dall’altro, bensì di trovare qualcosa in cui tutti credano e che tutti venerino, ma tutti insieme, senza eccezione. E proprio questo bisogno di comunione nella venerazione è il più grande tormento di ogni singolo individuo e dell’umanità intera fin dall’inizio dei secoli.

(Leggenda del grande inquisitore)

E. Paroli www.quattrocentoquattro.com

(*) Termine filosofico, introdotto da Leibniz, per riassumere il problema, presente in molte religioni, della sussistenza del male nel mondo in rapporto alla giustificazione della divinità e del suo operato.

Due visioni

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L’uomo del sottosuolo è l’uomo occidentale che si risveglia dalle “essenze profumate” del Romanticismo e che nega con la forza di chi non è da sempre stato all’opposizione ma si è sentito tradito da quei valori falsi ed ambigui. Le dinamiche di vanità, orgoglio, invidia, ossessione, sdoppiamento,… sono da entrambi indagate. Nietzsche con estrema lucidità investe di luce fredda  i “meccanismi” dell’uomo e li svuota, Dostoevskij li fa corrodere dall’interno. Nietzsche è esplosivo, Dostoevskij è implosivo. L’uno grida, l’altro conduce il lettore a vedere.

(Maria Russo) http://www.filosofico.net/dostoevskijmrusso.htm

Desacralizzazione

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Il grandissimo merito che possiamo riconoscere a Dostoevskij consiste nell’aver scorto nel processo di desacralizzazione del mondo il segno di un progressivo distacco da una società, e quindi da una mentalità, di matrice arcaico-religiosa in direzione di un passaggio ad un tipo di società moderna, caratterizzata, come l'odierna, da uno spirito laicista.

A dimostrazione dell’ acutezza del pensiero dostoevskijano, possiamo aggiungere che, attribuendo importanza al processo di desacralizzazione del mondo, egli comprese quali gravi conseguenze tale processo avrebbe portato di lì a poco; basti pensare che l’avvento del comunismo in Russia fu, senza dubbio, facilitato ed avvicinato nel tempo proprio dal verificarsi troppo repentino del suddetto passaggio ad una società moderna.

(http://www.orthodoxia.it/theodoros/teol_dostoevskij.php)