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Curiosità sul film Il Grande Inquisitore

Curiosità

ilgrandeinquisitore By ilgrandeinquisitore1 min read139 views

Nell’elenco delle stravaganti abitudini culinarie di Dostoevskij figura anche quella di fare colazione con della vodka di grano (un tipo di vodka distillata in casa a base di lievito di cereali, diffusa nel XIX

secolo). Mikhail Aleksandrovich Aleksandrov, un contemporaneo dello scrittore, descrive così il rituale mattutino di Dostoevskij: “Una volta, arrivai a casa di Fedor Mikhailovich mentre faceva colazione e vidi che beveva solo della vodka di grano: dopo aver addentato un pezzo di pane nero ne bevve un sorso e li consumò insieme. Dostoevskij era solito ripetere che quello era il modo più salutare di bere la vodka.

(http://it.rbth.com/cultura/2016/01/14/mangiare-come-dostoevsky-le-abitudini-alimentari-dello-scrittore_559175)

Ancora terrore!

ilgrandeinquisitore By ilgrandeinquisitore1 min read118 views

Il terrorismo è un fenomeno soprattutto, per quanto riguarda l’Occidente, moderno. Come i totalitarismi, come il nichilismo. Uno dei primi a descriverlo è Dostoevskij, nel suo I demoni. I demoni sono, per l’autore russo, l’incarnazione del principio: “Se Dio non esiste, tutto è permesso“. I primi terroristi sono i “demoni” anarco-socialisti: facevano attentati per uccidere, non solo i nemici, ma chiunque fosse il malcapitato. Tra loro Michail Aleksandrovic Bakunin e il suo allievo Necaev.

Scriveva Glucksmann Andre’ sul Corriere della Sera del 15 dicembre 2004: Credo sia questa la filosofia del terrorismo: il nichilismo. Che cos’ è il nichilismo? Sintetizzando al massimo, si può dire che con il nichilismo tutto è permesso. Abbiamo il diritto, ci prendiamo il diritto di uccidere dei civili, di uccidere dei bambini, di uccidere dei passanti, di uccidere chiunque. Tutto è permesso. È questo il motto, il leitmotiv del nichilismo. Questo ci insegna molto. Dire che l’ essenza del terrorismo è il nichilismo … significa che non si può ricondurre il terrorismo a un fanatismo religioso. Equivale a dire che è qualcosa che va al di là, che travalica una guerra di religione. Quando ci ostiniamo a sostenere che non attacchiamo l’ Islam, bensì l’ islamismo, due sono le implicazioni. Che il terrorismo, da un lato, è qualcosa di più esteso e, d’ altro lato, che è qualcosa di più circoscritto. È qualcosa di più esteso in quanto fra terroristi religiosi, terroristi atei, terroristi cinici, terroristi gangster, vi sono fenomeni di alleanza …

(http://www.libertaepersona.org/wordpress/2015/11/radici-del-terrorismo)

Tensione verso l’assoluto

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… La prima volta che lessi una sua opera non ne fui entusiasta, avevo poco più di venti anni e poche letture. Credevo fosse solo un mio difetto quello di non comprendere subito Dostoevskij e invece ogni lettore trovava le mie stesse difficoltà. Non si riesce immediatamente a scorgere le vertiginose profondità umane e le altezze trascendenti a cui ci costringe, nella letteratura nessuno aveva osato percorre quei sentieri … Ad esempio il romanzo francese dell’Ottocento di cui è contemporaneo è molto diverso, non ebbe nemmeno continuatori e non ebbe discepoli, né in terra Russa né altrove. La metafisica e il piglio teologico che rendono i suoi romanzi palpitanti, a dispetto della densità concettosa del pensiero, inducono ad una riflessione intorno alle realtà supreme. Nessuno prima di lui e nessuno dopo riuscirà, attraverso il linguaggio letterario, a trasmetterci l’inesausta tensione verso l’Assoluto …

(Giuseppe Cetorelli) http://www.ilquorum.it/dostoevskij-e-la-tensione-verso-lassoluto/

Dolciumi

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Dostoevskij adorava i dolciumi e li conservava in appositi cassetti nella libreria del suo studio. Annota a tale proposito Liubov Fedorovna Dostoevskaya, figlia dello scrittore, nelle sue memorie: “Mio padre li consumava con piacere durante la giornata e a volte anche di notte”. Oltre ai dolci, Dostoevskij amava molto anche la frutta. Possiamo immaginare come dovessero apparire i cassetti della sua libreria, pieni di scatole con frutti di bosco, datteri, noci, uvetta e pastila alla frutta

(un tipo di dolce che veniva preparato nel XIX secolo in Russia, con purea frullata di mele, zucchero e altri frutti), uvetta di Corinto, marmellata, prugne reali e perfino uva fresca!

(http://it.rbth.com/cultura/2016/01/14/mangiare-come-dostoevsky-le-abitudini-alimentari-dello-scrittore_559175)

Nevrotico

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… come qualunque artista nevrotico di genio che si rispetti, anche Dostoevskij arrivò ad esasperare alcune delle sue abitudini. Una di queste riguardava la consumazione del tè. Dostoevskij amava il tè nero molto forte ed era solito berne in gran quantità, sedendo alla scrivania del suo studio. Lo scrittore era molto esigente e per quanto riguardava la preparazione del tè aveva l’abitudine di prepararlo lui stesso.

(http://it.rbth.com/cultura/2016/01/14/mangiare-come-dostoevsky-le-abitudini-alimentari-dello-scrittore_559175)