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Curiosità sul film Il Grande Inquisitore

Cucina russa

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(Dalla serie tv “Dostoevskij” (2010) di Vladimir Khotinenko. Fontekinopoisk.ru)

Non è difficile osservare come i protagonisti dei romanzi di Dostoevskij spendano molto del loro tempo in discussioni e meditazioni ma, come proprio a causa di ciò, mangino molto poco. Eppure, stando alle testimonianze degli amici e dei familiari dello scrittore, la cucina russa ha sempre occupato un ruolo importante nella vita quotidiana di

Dostoevskij, tanto che in casa sua la consumazione di certi piatti comportava dei veri e propri rituali.

Secondo la testimonianza della seconda moglie dello scrittore, Anna Grigorevna Dostoevskaya, il marito “amava la cucina russa”. Dostoevskij infatti chiedeva spesso che gli venissero preparati piatti all’epoca molto popolari a Pietroburgo, quali la moskovskaya solyanka (una zuppa piuttosto grassa fatta con brodo, salsiccia tagliata a pezzetti, cavolo e cetrioli in salamoia), le scaloppine di vitello (filetto di vitello in crosta), i rasstegai (pasticci al forno con un’apertura superiore e diversi tipi di ripieno) e vari timballi vegetariani ripieni di piselli, rape, funghi in salamoia e altro ancora.

Uomini comuni

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… a Dostoevskij non importa dire se gli uomini del sottosuolo siano inferiori o superiori … È più probabile che Dostoevskij li veda come uomini più comuni di quanto diano a vedere, consapevoli sì, ma ben lontani dalle altezze vertiginose dei “peccatori santi”. L’uomo del sottosuolo è lucidamente aspro, si tormenta perché il suo unico interesse è essere spiacevolmente sincero, beffeggiandosi del benessere e della convenienza sociale e psicologica. Ma dalla propria consapevolezza non sa che ricavare altro che cinismo e osservazione voyeuristica della vita degli altri, fino ad arrivare ad essere spettatore della propria. Procedendo in questa direzione, si arriva a perdere il senso dell’agire e del riconoscimento della propria identità in ciò che si fa, si dice, si vive …

( LA LIBERTÀ SECONDO DOSTOEVSKIJ) di Maria Russo

Ginevra, 1.1.1868

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(AL PACINO – Don Chisciotte)

… tutti gli scrittori non soltanto russi, ma anche tutti gli europei, che si sono accinti alla rappresentazione di un carattere bello e allo stesso tempo positivo, hanno sempre dovuto rinunciare. Giacché si tratta di un compito smisurato. Il bello è un ideale, e l’ideale – sia il nostro sia quello dell’Europa civilizzata – è ben lontano dall’essere elaborato. Al mondo c’è stato soltanto un personaggio bello e positivo, Cristo … ma mi sono spinto troppo lontano. Dirò soltanto che tra tutti i personaggi umanamente belli della lettera cristiana il più potente e perfetto è Don Chisciotte. Ma Don Chisciotte è bello unicamente perché allo stesso tempo è ridicolo … Il segreto dell’umorismo consiste appunto nel creare la compassione …

(F. Dostoevskij – Lettere sulla creatività- Feltrinelli – Traduzione Lorenzo Pacini)

Oscar

(Ennio Morricone 2016)

L’Academy Award, comunemente conosciuto come Oscar, è il premio cinematografico più importante al mondo e il più antico, giacché venne assegnato per la prima volta il 16 maggio 1929, tre anni prima che il Festival di Venezia cominciasse ad assegnare i propri premi.

Presenza infantile

… L’infanzia è il simbolo della debolezza, della dipendenza, della fiducia serena in qualcun altro, della libertà del giudizio. Il principe Myskin, protagonista dell’Idiota, è appunto un fanciullo adulto, che scompiglia il mondo con i suoi discorsi franchi e innocenti, col suo atteggiamento buono, fiducioso verso gli altri. La sua presenza è davvero l’irruzione di qualcosa di sovrumano (proprio perché “infantile”) nella vicenda quotidiana rinsecchita dalle convenzioni che ammazzano lo spirito. E’ folle, è idiota, dice il mondo …!

(Vincenzo Passerini – www.il-margine.it)